Crisi dei consumi.. e della creatività
Ovunque si parla di crisi dei consumi .. e degli acquisti. TG,stampa e i media in generale hanno affrontato questo argomento con toni a volte seri - interviste fatte a persone normali che parlavano di piccoli budget a disposizione per i regali di Natale - a volte incredibili, con proposte di oggetti, abiti, accessori e prodotti vari, con costi folli o comunque altissimi.
I marchi citati sono sempre quelli del vero lusso, il "contenitore" però, femminile, magazine o TV, si rivolge alla gente normale che, sgomenta, guarderà e forse si allontanerà ancora di più dai consumi.
Se non si compra l'economia non gira, ma conseguentemente se non si lasciano alla gente intravedere sogni sognabili, si provoca il rigetto o quantomeno l'attesa dei saldi. Mi stupisco che nel proporre un prodotto, ad esempio una giacca nera di velluto, non si possa magari partire da Chanel o Louis Vuitton, ma offrire un ventaglio di proposte, citando i marchi minori e sapendo che con un attimo di ricerca si trovano facilmente almeno 10 fasce di prezzo a scalare, tutte dignitosissime che fanno offerte tutt'altro che male. Solo pochissimi femminili propongono in una pagina un piccolo guardaroba abbastanza analogo e quindi paragonabile al top, ma con un prezzo di acquisto assai differente. Lo stesso discorso si potrebbe fare per l’intimo,la maglieria, le borse e gli altri settori, vini e cibo compresi.
Dicono che i negozi in questi giorni sono pieni, sì, ma di gente che guarda, esce e non compra. Quanti fanno come Oviesse, ad esempio, che ha creato piccoli set belli e pronti di profumi o candele e altri graziosi oggetti che, sapientemente assemblati, fanno un bel effetto, un dono carino e usabile che non fa per niente “sfigato”? Quante proposte, oltre a quelle consuete delle profumerie dove trovi nello stesso pack il profumo,il bagno schiuma e la crema corpo, vengono fatte ai consumatori? Tutte o quasi le marche della profumeria selettiva identificano da anni in queste offerte una soluzione regalo completa con fasce di prezzo differenti, da quelle più alte a quelle un po' per tutti.
Essere creativi diventa una esigenza quando si deve far funzionare un sell-out difficile in momenti di poca liquidità generalizzata. Dove sono finite la creatività di chi propone e soprattutto di chi informa il consumatore per aiutarlo nelle scelte?
Posted by Patrizia Druetti
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