Immagini a confronto: Berlusconi o Prodi?
La campagna elettorale 2006 è già iniziata anche sul fronte delle maxi affissioni, una delle innovazioni del marketing politico italiano introdotte nel 2001 da Silvio Berlusconi. Oggi il ricorso ai grandi manifesti 6x3 è un must per tutti i protagonisti della politica, ma proprio per questo il suo inventore, dopo soli 15 giorni di campagna, ha deciso di rivoluzionare tutto: colori, slogan, grafica per distinguersi dai competitor. Via il vincente sfondo blu, via il faccione in primo piano, via la scritta "Stiamo mantenendo tutti gli impegni" che aveva caratterizzato i primi manifesti. “Troppo difensivi, poco innovativi, parlano del passato”, avrebbe detto il Premier ai suoi collaboratori, sondaggi alla mano.
I nuovi poster, messi in circolazione da Forza Italia in questi giorni, presentano, infatti, un nuovo codice-colore, bianco e giallo al posto del blu, mentre gli slogan scelti ricordano i risultati raggiunti dal suo governo: “Mai così tanti italiani al lavoro” oppure “Inglese e Internet, la nuova scuola è una realtà”.
Una scelta giudicata necessaria per rispondere a quel che stavano facendo sui muri italiani gli avversari i quali, per ora, hanno deciso di non personalizzare i messaggi elettorali con l’immagine di Prodi. I protagonisti dei 6x3 messi in circolazione dall’opposizione, infatti, sono giovani meridionali, famiglie, imprenditori, che la nuova politica dovrebbe “liberare”, come promettono i manifesti che li ritraggono pigiati e compressi in spazi troppo angusti. Tutti gli slogan hanno al centro il concetto di “liberazione” (di risorse, talenti, salute, energie): il vero messaggio chiave della campagna che contiene al suo interno l’indicazione della soluzione da dare ai problemi del Paese.
Una campagna molto sofisticata e tecnicamente ben costruita, contro la quale il lifting mediatico scelto da Berlusconi avrà da lottare . Lo sfondo bianco rispetto al blu (colore tradizionale del suo partito ) è sicuramente più gradevole da vedere, ma meno caratterizzante, la foto a mezzo busto, ma con il taglio dell’immagine all’attaccatura dei capelli, non ”ringiovanisce” più di tanto il Premier di cui tutti ricordano il recente trapianto. Gli slogan, infine, anche se più assertivi, devono confrontarsi con la diffusa percezione della realtà quotidiana. Per fare la differenza, e far “volare” il suo messaggio ottimista, Berlusconi, ancora una volta, forse dovrebbe tirare fuori dalla tasca un “sogno” credibile da vendere agli elettori, ma è proprio questo il “nuovo” che oggi sembra mancare.
Posted by Fiorella Passoni
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