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Detto Tra noi

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28 dicembre 2005

Crisis management per Gesù Bambino

“Ma perché Gesù Bambino porta giocattoli che non funzionano? Adesso come facciamo?”. Cosa rispondere a una domanda del genere quando a rivolgertela il giorno di Natale è una bambina di 8 anni? Il costosissimo Cicciobello, nonostante le pile nuove fossero regolarmente al loro posto, non emetteva un suono.
Faccio la PR da 15 anni, ma a gestire questo tipo di “crisi” ero impreparata; che gli dico? Lo sguardo della bambina era serio, mi scrutava, sembrava pensare: “Vediamo come se la cava”. Dovevo rispondere alla svelta, il silenzio in questi casi non può durare più di cinque-sei secondi (come dicono i manuali), poi ogni residuo di autorevolezza e credibilità è perduto per sempre. O bere o affogare. “Qualche volta succede, Lui di giocattoli ne regala tanti – mi sono buttata -. Domani lo porto al negozio e vedrai che lo aggiusteranno o ce lo cambieranno”.
Troppo facile. La piccola aveva già pronta la sua obiezione: “E come fai a sapere qual è il negozio dove Gesù Bambino l’ha comprato?”. Calma, pensare velocemente: “Non c’è problema, per i guasti ai giocattoli di Natale, Lui ha un accordo con tutti i negozi, se qualcosa non va ci pensano loro ad aggiustarli”. Ieri, al Toys Center, il benedetto Cicciobello me lo hanno aggiustato in un secondo, era solo un falso contatto con le pile e non mi hanno fatto pagare niente. Evidentemente l’accordo con Gesù Bambino resta valido fino all’Epifania.

Posted by Anna Capella

23 dicembre 2005

Palermo: università del giornalismo

22 dicembre
La Sicilia è fantastica! Mi sento a casa: profumi, sapori..e una luce meravigliosa che colpisce gli occhi. Oggi ho incontrato un giornalista di Palermo e abbiamo parlato della bellezza di Palazzo delle Aquile, la sede del consiglio comunale. Uno dei tanti esempi di architettura che lasciano senza fiato.
Fare il giornalista di cronaca a Palermo, una scommessa con se stessi. E' quanto mi diceva questo redattore. Ogni giornale piange i suoi morti per mano della mafia, più o meno illustri. Mauro De Mauro de L'Ora, cito il primo che ricordo e ammetto anche di non essere preparato sull'argomento. Quello che mi ha particolarmente interessato della discussione è quello che il giornalista ha definito "La scuola di Palermo". In sostanza si riconosce ai giornalisti di Palermo una formazione che altrove non sarebbe possibile. Ed è vero. Grandi giornalisti hanno cominciato la gavetta in una città dove per molti anni scrivere di politica e omicidi di mafia era davvero una scommessa sulla propria vita. Questi cronisti hanno sviluppato l'arte dello scrivere, indagando, girando per strada a contatto con la gente, ascoltando e facendo domande nel modo giusto. Essere giornalisti a Palermo non era facile, forse non lo è anche oggi, con tutti i distinguo del caso, però rimane quasi un privilegio per chi ama questo lavoro.
C'è anche da sottolineare come le nuove tecnologie abbiamo profondamente mutato i ritmi e il modo di lavorare delle redazioni. Ci si muove di meno e, anche nella cronaca nera, spesso sono le stesse questure o i carabinieri ad inviare dettagliati resoconti. A Palermo rimane ancora quell'aura romantica del giornalismo vecchia maniera...e certamente non fa rimpiangere le e-mail che si ricevono in ufficio.

Posted by Marco Magli

Vecchia radio, sei grande

21 dicembre
Ho deciso: eleggo la canzone Solo Tre Minuti dei Negramaro quale sigla ufficiale del mio viaggio. Spero che i miei amici Giuliano e Andrea ne siano contenti (siete forti ragazzi, spero di rivedervi presto!). Girando spesso in auto si capisce meglio l'importanza di un mezzo quale la radio. Sempre più, infatti, la radio è un media di "accompagnamento", o "sottofondo" come sostengono alcuni massmediologi. Per noi delle relazioni pubbliche, la radio rappresenta una grande opportunità, un mezzo per raggiungere una moltitudine di ascoltatori che, al contrario di quello che si possa immaginare, prestano grande attenzione ai contenuti. Spesso, parlando in termini di risultati da presentare al cliente, la radio sconta una maggiore difficoltà di monitoraggio, data anche la sua natura, legata al territorio e frammentata in una miriade di frequenze. Nonostante ciò credo che sia utile fare una riflessione sull'efficacia di un buon messaggio veicolato attraverso questo mezzo. Le redazioni nelle stazioni radiofoniche non hanno ancora un'evoluzione comparabile a quelle della carta stampata, però in un prossimo futuro...chissà.

Posted by Marco Magli

Che emozione Alessandro Nannini a Siena!

20 dicembre
Amici e colleghi mi chiedono quali siano stati i momenti più emozionanti del viaggio che sto facendo per l'Italia. Sono tanti, ma alcuni tra questi mi sono rimasti particolarmente vivi nella memoria. Innanzitutto Siena, una città molto importante per la mia storia personale. Qui ho avuto modo di incontrare Alessandro Nannini, ex pilota di formula uno, che ha portato la Torcia Olimpica nella sua città natale. Nannini ha una storia personale che, a mio avviso, dovrebbe essere presa ad esempio. La sua carriera è stata stroncata da un incidente in elicottero, però la sua grande forza di volontà gli ha permesso di tornare alle gare in Gran Turismo con buoni risultati. Oggi è un imprenditore e si occupa di pasticcini (è una sua definizione). Ho avuto modo di sentire lo spessore della sua persona e lo spirito con il quale ha portato la Fiamma nei suoi 400 metri, acclamato dai suoi concittadini. Ho sentito veramente il suo desiderio di partecipare e non di apparire in pubblico. E' stata un'emozione e sono fiero di avergli corso accanto.
Un'altra bella immagine, invece, è quella della partenza della Torcia da Genova alla volta della Sardegna. L'ultimo tedoforo ha acceso un braciere appositamente allestito sulla nave scuola della Marina Militare Italiana, la Palinuro. Vedere la Fiamma ardere nel buio del porto, allontanarsi dal molo tra il rumore del vento e l'omaggio delle navi circostanti, è stato davvero emozionante.

Posted by Marco Magli

21 dicembre 2005

Immagini a confronto: Berlusconi o Prodi?

La campagna elettorale 2006 è già iniziata anche sul fronte delle maxi affissioni, una delle innovazioni del marketing politico italiano introdotte nel 2001 da Silvio Berlusconi. Oggi il ricorso ai grandi manifesti 6x3 è un must per tutti i protagonisti della politica, ma proprio per questo il suo inventore, dopo soli 15 giorni di campagna, ha deciso di rivoluzionare tutto: colori, slogan, grafica per distinguersi dai competitor. Via il vincente sfondo blu, via il faccione in primo piano, via la scritta "Stiamo mantenendo tutti gli impegni" che aveva caratterizzato i primi manifesti. “Troppo difensivi, poco innovativi, parlano del passato”, avrebbe detto il Premier ai suoi collaboratori, sondaggi alla mano.
I nuovi poster, messi in circolazione da Forza Italia in questi giorni, presentano, infatti, un nuovo codice-colore, bianco e giallo al posto del blu, mentre gli slogan scelti ricordano i risultati raggiunti dal suo governo: “Mai così tanti italiani al lavoro” oppure “Inglese e Internet, la nuova scuola è una realtà”.
Una scelta giudicata necessaria per rispondere a quel che stavano facendo sui muri italiani gli avversari i quali, per ora, hanno deciso di non personalizzare i messaggi elettorali con l’immagine di Prodi. I protagonisti dei 6x3 messi in circolazione dall’opposizione, infatti, sono giovani meridionali, famiglie, imprenditori, che la nuova politica dovrebbe “liberare”, come promettono i manifesti che li ritraggono pigiati e compressi in spazi troppo angusti. Tutti gli slogan hanno al centro il concetto di “liberazione” (di risorse, talenti, salute, energie): il vero messaggio chiave della campagna che contiene al suo interno l’indicazione della soluzione da dare ai problemi del Paese.
Una campagna molto sofisticata e tecnicamente ben costruita, contro la quale il lifting mediatico scelto da Berlusconi avrà da lottare . Lo sfondo bianco rispetto al blu (colore tradizionale del suo partito ) è sicuramente più gradevole da vedere, ma meno caratterizzante, la foto a mezzo busto, ma con il taglio dell’immagine all’attaccatura dei capelli, non ”ringiovanisce” più di tanto il Premier di cui tutti ricordano il recente trapianto. Gli slogan, infine, anche se più assertivi, devono confrontarsi con la diffusa percezione della realtà quotidiana. Per fare la differenza, e far “volare” il suo messaggio ottimista, Berlusconi, ancora una volta, forse dovrebbe tirare fuori dalla tasca un “sogno” credibile da vendere agli elettori, ma è proprio questo il “nuovo” che oggi sembra mancare.

Posted by Fiorella Passoni

Crisi dei consumi.. e della creatività

Ovunque si parla di crisi dei consumi .. e degli acquisti. TG,stampa e i media in generale hanno affrontato questo argomento con toni a volte seri - interviste fatte a persone normali che parlavano di piccoli budget a disposizione per i regali di Natale - a volte incredibili, con proposte di oggetti, abiti, accessori e prodotti vari, con costi folli o comunque altissimi.
I marchi citati sono sempre quelli del vero lusso, il "contenitore" però, femminile, magazine o TV, si rivolge alla gente normale che, sgomenta, guarderà e forse si allontanerà ancora di più dai consumi.
Se non si compra l'economia non gira, ma conseguentemente se non si lasciano alla gente intravedere sogni sognabili, si provoca il rigetto o quantomeno l'attesa dei saldi. Mi stupisco che nel proporre un prodotto, ad esempio una giacca nera di velluto, non si possa magari partire da Chanel o Louis Vuitton, ma offrire un ventaglio di proposte, citando i marchi minori e sapendo che con un attimo di ricerca si trovano facilmente almeno 10 fasce di prezzo a scalare, tutte dignitosissime che fanno offerte tutt'altro che male. Solo pochissimi femminili propongono in una pagina un piccolo guardaroba abbastanza analogo e quindi paragonabile al top, ma con un prezzo di acquisto assai differente. Lo stesso discorso si potrebbe fare per l’intimo,la maglieria, le borse e gli altri settori, vini e cibo compresi.
Dicono che i negozi in questi giorni sono pieni, sì, ma di gente che guarda, esce e non compra. Quanti fanno come Oviesse, ad esempio, che ha creato piccoli set belli e pronti di profumi o candele e altri graziosi oggetti che, sapientemente assemblati, fanno un bel effetto, un dono carino e usabile che non fa per niente “sfigato”? Quante proposte, oltre a quelle consuete delle profumerie dove trovi nello stesso pack il profumo,il bagno schiuma e la crema corpo, vengono fatte ai consumatori? Tutte o quasi le marche della profumeria selettiva identificano da anni in queste offerte una soluzione regalo completa con fasce di prezzo differenti, da quelle più alte a quelle un po' per tutti.
Essere creativi diventa una esigenza quando si deve far funzionare un sell-out difficile in momenti di poca liquidità generalizzata. Dove sono finite la creatività di chi propone e soprattutto di chi informa il consumatore per aiutarlo nelle scelte?

Posted by Patrizia Druetti

20 dicembre 2005

La Fiamma ha preso il largo

20 dicembre

Una macchina organizzativa davvero monumentale quella che muove il Viaggio della Fiamma Olimpica!
Centinaia e centinaia di persone tra staff organizzativo, volontari e sponsor lavorano per contribuire al successo di questo lunghissimo viaggio con impegno e determinazione.
Grandi levatacce la mattina perché, a volte, il viaggio inizia molto presto e lunghi tratti al buio (d’altra parte è inverno!) per finire “in festa” nelle piazze principali delle varie città.
Tutto va per il meglio, anche se ovviamente qualche intoppo ogni tanto si verifica: cambiamenti dell’ultima ora, problemi tecnici alle “macchine”, tedofori che non si presentano … pochi per fortuna se ne accorgono, in linea di massima solo chi è coinvolto direttamente.
Ho avuto la fortuna di partecipare a qualche tappa del viaggio – a Roma e dintorni e, in questi ultimi giorni in Liguria – ed è davvero un grande spettacolo, un’esperienza emozionante, anche se un po’ poco seguita dal pubblico e se – a volte – gruppi di contestatori no global cercano di rovinarla.
Fino a oggi, fortunatamente, si è trattato di tafferugli … a Genova domenica un po’ più insistenti.
Ma alla fine, la fiamma ardeva sul ponte della Palinuro, mentre il vascello lasciava il porto di Genova alla volta della Sardegna fra gli applausi del pubblico e i “saluti” delle sirene delle barche ormeggiate.
Marco, Michela e io avevamo la pelle d’oca …

Posted by Anna Capella

16 dicembre 2005

Tu chiamale se vuoi..

16 dicembe

Stamattina al punto di raccolta dei tedofori era ancora buio pesto. Si poteva ammirare la luna nel cielo. A stare con queste persone, accorse per avere la possibilità di partecipare al viaggio della Fiamma Olimpica, si poteva respirare un'aria da piccola famiglia. Tutti stretti, forse per stare più caldi, e negli occhi la gioia. Sfortunatamente non mi è capitato ancora di leggere un articolo che riportasse queste sensazioni. Magari sarà stata la mia distrazione, però non ne ho visti. Intendiamoci, non è un attacco alla stampa, ma un punto di vista personale su quello che mi piacerebbe leggere ogni tanto.

Posted by Marco Magli

15 dicembre 2005

Dimmi per che parola sei

I neologismi che entrano ogni anno nel nostro linguaggio non sono solo legati alla diffusione delle parole straniere, soprattutto quelle angloamericane, più o meno adattate alle regole dell'italiano, come "cliccare" e "blogghista", o del tutto immutate rispetto alla provenienza, come "boom", "provider" e "business". Ad arricchire l'italiano contemporaneo ci sono anche le parole, spesso destinate a una vita effimera, derivate dalla cronaca e diffuse dai media: concertista, furbetti (del quartierino), eurobarometro, antitav.
Per registrare e aggiornare il fenomeno, l'Istituto della Enciclopedia Italiana, mette a disposizione sul suo sito web, nell'area linguistica (Lingua e linguaggi http://www.treccani.it/site/lingua_linguaggi/index.), un archivio che viene incrementato di circa 200 nuove schede ogni mese. Il quiotiodiano la Repubblica ha oggi lanciato un sondaggio sulle parole del 2005 ricavate da questo archivio e ha proposto 15 neologismi al giudizio dei lettori. In poche ore sono stati oltre 6mila i votanti che hanno consacrato come "parole dell’anno" due nuovi termini entrati a far parte del linguaggio comune: "tsunami" e "Pacs". Il primo è stato votato dal 21% dei lettori e il secondo dal 16%. Interessante notare che una parola, sulla quale si è addirittura fatto pochi mesi fa un referendum, come “fecondazione assistita” è stata scelta solo dal 4% dei votanti. Per non parlare di “devolution”, da anni sulle prime pagine dei giornali, che ha raccolto appena il 5%.
Anche in questo caso, come già per le foto, sembra emergere, dalle scelte di comunicatori e utenti, una diversa percezione della realtà. Tsunami e Pacs sono due termini che riflettono immagini ed emozioni molto umane e molto attuali: lo sgomento per la catastrofe naturale che colpisce “naturalmente” sempre i più poveri, e l'evoluzione del modello di famiglia nell’Occidente evoluto, che chiede di perseguire con regole più flessibili il proprio ideale di felicità.
"Devolution" e "Fecondazione assistita" invece sono considerate parole della politica, parole distanti ed estranee, che rimangono tali e non entrano nell'imnmaginario collettivo. Come "protocollo di Kyoto", un termine usato da giornali e televisioni dal 1997, ma che viene riconosciuto (e usato) solo da una sparuta minoranza di lettori..

Posted by Fiorella Passoni

Superman a Firenze

15 dicembre

Stamattina io e Michela abbiamo gestito la nostra prima intervista con un divo di Hollywood. Si tratta dell'attore che interpreta Superman nel nuovo film in uscita nel 2006. Siamo fieri di noi stessi che, tra i vari uffici stampa delle mayors, siamo riusciti a portare a casa una bella intervista.
Lui, Brandon Routh, è un tipo simpatico e alla mano. Molto hollywoodiano, assomiglia anche un po' a Tom Cruise.Stasera lo accompagneremo mentre porta la Torcia olimpica qui a Firenze...quale scenografia migliore!
Credo che sia una delle esperienze più belle di questi giorni. Ed è sempre interessante vedere come la macchina degli uffici stampa segua le sue regole ben precise, fatte di approvazioni congiunte, scambio di informazioni e soprattutto coordinamento. Sfortunatamente, col moltiplicarsi dei soggetti coinvolti, può capitare la perdita di alcuni dettagli, ma è proprio qui che sta il nodo centrale del nostro lavoro: prevedere e programmare, ma anche cavalcare l'onda in positivo, in maniera flessibile.
Oggi mi sembra che sia stato fatto un ottimo lavoro. Grande merito va a Michela. E poi mi ha anche autografato la maglietta di Superman! ;) Va bene essere professionali, ma siamo stati anche bambini...

Posted by Marco Magli

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