Crisis management per Gesù Bambino
“Ma perché Gesù Bambino porta giocattoli che non funzionano? Adesso come facciamo?”. Cosa rispondere a una domanda del genere quando a rivolgertela il giorno di Natale è una bambina di 8 anni? Il costosissimo Cicciobello, nonostante le pile nuove fossero regolarmente al loro posto, non emetteva un suono.
Faccio la PR da 15 anni, ma a gestire questo tipo di “crisi” ero impreparata; che gli dico? Lo sguardo della bambina era serio, mi scrutava, sembrava pensare: “Vediamo come se la cava”. Dovevo rispondere alla svelta, il silenzio in questi casi non può durare più di cinque-sei secondi (come dicono i manuali), poi ogni residuo di autorevolezza e credibilità è perduto per sempre. O bere o affogare. “Qualche volta succede, Lui di giocattoli ne regala tanti – mi sono buttata -. Domani lo porto al negozio e vedrai che lo aggiusteranno o ce lo cambieranno”.
Troppo facile. La piccola aveva già pronta la sua obiezione: “E come fai a sapere qual è il negozio dove Gesù Bambino l’ha comprato?”. Calma, pensare velocemente: “Non c’è problema, per i guasti ai giocattoli di Natale, Lui ha un accordo con tutti i negozi, se qualcosa non va ci pensano loro ad aggiustarli”. Ieri, al Toys Center, il benedetto Cicciobello me lo hanno aggiustato in un secondo, era solo un falso contatto con le pile e non mi hanno fatto pagare niente. Evidentemente l’accordo con Gesù Bambino resta valido fino all’Epifania.
Posted by Anna Capella
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