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03 luglio 2006

Le nuove frontiere della comunicazione: ascolto, conversazione, relazione.

Il futuro della comunicazione in un sistema di “continuous partial attention” come definisce quest’epoca Linda Stone, futurist con un importante passato in Microsoft e in Apple, è stato “il tema” del seminario di Washington. La rapida e inarrestabile evoluzione tecnologica sta ponendo il mondo di fronte ad una serie di riflessioni e ciò che ha caratterizzato tutti i relatori di Washington, è stata l’assoluta assenza di risposte, di dogmi e di certezze.

Paul Saffo, direttore dell' Institute For the Future e Chairman del Samsung Science Board, sostiene che questo sia il momento dei “prosumers” (PROducers and conSUMERS), i “creators” (ancora pochi) che sanno stare al centro della scena e che sanno navigare a vista nel bel mezzo della rivoluzione tecnologica di cui i blog rappresentano un punto di partenza, certamente non di arrivo.

Espressione del concetto di prosumers è Second Life, una comunità virtuale tridimensionale che annulla il confine tra reale e virtuale in quanto offre a ogni giocatore la possibilità di farsi una seconda vita: ciascuno porta nel gioco se stesso e ripropone nella vita reale gli schemi vincenti sperimentati virtualmente. Si gioca con soldi veri e ciò che colpisce è che interessa parimenti uomini e donne, forse con qualche vantaggio per la popolazione femminile, tutti nella prima/seconda fascia degli “anta”. Un fenomeno non riservato a pochi, tanto da meritarsi la copertina di Business Week e un interessante articolo su uno degli ultimi numeri de L’Espresso (22 giugno).

Jeff Jarvis, CEO di BuzzMachine, sostiene che per la rete i concetti di trasparenza e di controllo stanno agli estremi opposti e sottolinea la necessità di trasformare l’ansia da controllo in interesse per l’ascolto, cosa che oggi pochi fanno nella rete. La nostra resistenza è tale che oggi si sta assistendo ad un crescente timore per l’evoluzione tecnologia: “people are becoming afraid with new technology” è una frase che ho sentito spesso ripetere, senza commenti, senza aggiunte. Un ottimo spunto di riflessione! Si tende a scappare da ciò che non riusciamo più a governare.

Dan Gillmor, giornalista, fondatore del Center for Citizen Media e uno dei primi blogger americani, ci invita infine a qualche riflessione sulla nostra relazione con i blog e i blogger: i post devono essere diretti, immediati per garantire trasparenza; spesso è impossibile rispondere singolarmente a tutti i post che arrivano su un tema lanciato da noi per cui è utile ricorrere a un post nuovo che faccia il punto e rinnovi l’interesse offrendo altre riflessioni; è importante restare in contatto continuo solo con i blogger più significativi e influenti. Anche questo garantisce trasparenza e serietà.

Sempre Dan Gillmor sottolinea quanto il processo di creazione di una news attendibile sia difficile e da qui la necessità di essere parte di una ristretta comunità di blogger. Il caso sollevato dal Financial Time sui blogger coinvolti da Edelman per conto di WalMart e che è stato al centro del dibattito per mesi, ha portato Gillmor a legittimare la relazione tra blogger e aziende: assolte queste ultime che hanno iniziato ad includerli nella normale attività di informazione che viene fatta a giornalisti e stakeholders (come nel caso di educational su nuovi prodotti, ad esempio) e autorizzati i blogger ad accettare pubblicità di aziende sui propri siti. Purché entrambe le attività siano all’insegna della trasparenza.

Per me, oggi, il futuro della comunicazione si riassume in queste tre parole: ascolto, conversazione, relazione.

posted by: Fiorella Passoni

Commenti

Gianluca Arnesano

Assolutamente daccordo sul post e sui termini che riassumono il futuro della comunicazione, ai quali potremmo aggiungere "Fiducia".
Per quanto riguarda i ProSumers, proprio ieri EMarketer riportava l'attenzione sul fenomeno YouTube: da 0 a 20 Milioni di utenti in un anno.
http://www.emarketer.com/Article.aspx?1004053
Come dire che il coinvolgimento dell'utente nella produzione e la condivisione di contenuti caratterizzeranno la comunicazione per i prossimi anni.

Buon Lavoro
Gianluca

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