Un anno di ascolto e conversazione
Missione compiuta: la grande stampa nazionale (Affari & Finanza di Repubblica, pag. 19) si è oggi accorta, grazie a Edelman, che il blog non è roba da ragazzini fanatici di internet, ma un nuovo e importante mezzo di comunicazione. Per le aziende vuol dire scoprire che c'è una nuova sfera di persone (la blogosfera, cioè la società virtuale che ogni giorno discute e comunica in rete) da capire, ascoltare. Devono frequentarla assiduamente, non solo per sapere cosa i citizen journalist pensano dei loro brand e prodotti, ma (cosa molto più importante), per anticipare le tendenze del mercato cogliendo nel dialogo on line i nuovi temi che le caratterizzeranno. Navigare e monitorare necesse, insomma, come diciamo ai nostri clienti, e l'articolo uscito oggi sul settimanale economico del secondo quotidiano italiano autorevolmente lo conferma. Oltretutto i blog permettono anche di mettersi in contatto diretto con questo nuovo vasto pubblico e così le aziende possono anche confrontarsi, esprimere opinioni, suggerimenti e critiche, sia aprendo un proprio blog sia partecipando a quelli altrui. Dietro a questo importante risultato c'è un anno di duro lavoro. Dodici mesi fa, infatti, Richard Edelman partecipò al convegno "Blog: e le imprese stanno a guardare" con il quale abbiamo avviato a Milano la nostra attività su questo fronte. Oggi, dopo aver aperto il nostro blog (per fare esperienza in prima persona) e organizzato altre iniziative di dibattito e confronto, ultima quella sugli "influenti" della blogosfera, raccogliamo i primi frutti della nostra fatica. Avevamo detto che un blog è un po' come un party, gli invitati sembrano apprezzare la conversazione. Che la festa continui...
posted by Fiorella Passoni
E' tutto vero quello che scrivete, ma la domanda è serve un consulente per aprire un blog? Io sono un consulente, ma su questo, consiglio i miei clienti di fare pratica da soli, perchè nulla è meglio dell'esperienza diretta (errori compresi).
Scritto da: Maurizio Goetz | 30 ottobre 2006 a 20:27
Sono straconvinto del potere di chi riesce ad influenzare le opinioni grazie al proprio blog sia incredibilmente sottovalutato.
Complimenti: andate avanti così.
P.
Scritto da: Pierre | 30 ottobre 2006 a 20:43
Complimenti per il post: sembra scritto nel secolo scorso!
Ancora con la società virtuale? Semmai DIGITALE!
:-(
Scritto da: Nicola Mattina | 31 ottobre 2006 a 10:02
Mi sembra proprio che il caro Nicola si voglia impuntare su tutto..ci spieghi allora come definisce la società che vive parallelamente dentro Second Life..è o non è virtuale? Ci spieghi che vuol dire società DIGITALE... anche se questa definizione è oggi tanto inflazionata quanto quella "virtuale" di pochi anni fa. A me sembra che si scada nell'utilizzo "modaiolo" di termini, perdendo di vista il fenomeno sociale complessivo.
O mi sbaglio? Nicola, correggimi.
Byezzz
Scritto da: Marco | 31 ottobre 2006 a 12:07
Sono un po' rompiballe, lo so :-)
Dalla definizione della Garzanti:
1 che esiste in potenza ma non si è ancora realizzato: capacità virtuale; vincitore virtuale; realtà virtuale
2 (mat.) che potrebbe esistere: ente virtuale
3 (fis.) che si potrebbe effettuare: spostamento, lavoro virtuale | in ottica, fittizio, non reale: immagine virtuale
Infatti quando si parla di realtà virtuale si parla di qualcosa di fittizio, del quale non esiste una corrispondenza al di fuori dei bit.
Invece la blogosfera è fatta di persone che hanno delle conversazioni tutt'altro che fittizie o virtuali. Però non sono analogiche, ma digitali e la natura digitale dei nuovi media non è priva di conseguenze. A questo proposito consiglio la lettura Manovich, Bolter e Castells.
Second Life è una cosa diversa dai blog e anche in questo caso non utilizzerei la parola virtuale. Credo che sia inappropriata in tutti i casi in cui ci sia della socialità: persone che si incontrano grazie a delle interfacce tridimensionali rimangono persone vere e reali.
Il tema è complesso, affascinante e ricco di sfaccettature.
Buon ponte a chi lo fa :-)
Nicola
Scritto da: Nicola Mattina | 31 ottobre 2006 a 17:46
Per quanto se ne possa dire, è comunque apprezzabile la trasparenza e la genuinità del Vs. blog, anche negli errori mai celati.
A volte sento parlare di "blogsitter", di informazioni e contenuti preconfezionati per il corporate blogging etc.(che personalmente aborro). La strada verso la perfezione invece è lunga e va fatta con le proprie gambe, a rischio di inciampare.
Saluti
TZ
Scritto da: Titti Zingone-Marketingpark | 08 novembre 2006 a 15:24