Cyberbullying, compagnie telefoniche e responsabilità sociale
I fatti di cronaca di questi ultimi giorni ci regalano almeno un servizio televisivo a Tg e due belle pagine sui principali quotidiani di abusi su minori, su soggetti diversamente abili, sul sesso femminile e talvolta anche sui professori. Con tanto di immagini choc e non solo. I servizi spesso sconfinano nel ben più drammatico tema della pedofilia. Se ne discute per strada, in radio, davanti alla macchinetta del caffé durante la pausa dei colletti bianchi. Un breve trafiletto sul Corriere di sabato riporta che Londra ha vietato i telefonini in classe, per volontà dell’Associazione nazionale degli insegnanti e tra il plauso del Dipartimento per l’educazione. E sempre sul Corriere di oggi i dati dell’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro che indaga la relazione dei bambini 7-11 anni e degli adolescenti 12-19 con la tecnologia. Quasi il 55% dei bambini ha un cellulare e il 50% lo usa in classe per fare filmati o foto. Percentuale che sale a oltre l’82% tra gli adolescenti. Passiamo a qualche dato sui pc: la quasi la totalità delle famiglie con figli tra i 7 e 11 anni (parliamo del 92%) ha in casa un pc e l’82% lo usa regolarmente. Una sola grande domanda: stanno facendo qualche riflessione su questo tema le compagnie telefoniche per le quali i minori e gli adolescenti sono i soggetti preferiti della comunicazione di massa di questi ultimi mesi?
posted by Fiorella Passoni
"la quasi la totalità delle famiglie con figli tra i 7 e 11 anni (parliamo del 92%)"
92%? Mah!!!
E quanti di questi sono/sarebbero connessi?
Scritto da: aghost | 20 novembre 2006 a 11:01
"Una sola grande domanda: stanno facendo qualche riflessione su questo tema le compagnie telefoniche per le quali i minori e gli adolescenti sono i soggetti preferiti della comunicazione di massa di questi ultimi mesi?"
Una sim card con coppia protezione: oltre al pin classico, un pin per accedere ai contenuti per adulti. Se la sim è attivata dal minore, il secondo pin non è fornito (né autogenerabile).
Scritto da: massimo cavazzini | 20 novembre 2006 a 11:02