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17 novembre 2006

Giornalisti, etica, pubblicità e shopping a Dubai

Abruzzo3Ieri Franco Abruzzo, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, ha scritto mettendo in guardia i direttori dei media da un invito della Azimut, società specializzata nella gestione e distribuzione di prodotti finanziari, che grosso modo dice ai giornalisti: "Venite a Dubai con noi, e con la compagna/o, è tutto gratis. Parleremo della nostra trimestrale". Violazione del Codice dell'articolo 4 della stampa economica e degli articoli 2 e 48 della legge del 1963 sulla stampa, dice Abruzzo. L'invito mi ricorda quello epico, ricevuto come giornalista molti anni fa, di un grande gruppo pubblico in occasione di una fiera dall'altro capo del globo: naturalmente con andata da una parte e ritorno dall'altra. Insomma un bel giro del mondo. Scoppiò un finimondo e poi ci furono le varie inchieste di "Mani pulite" e poi di "Penne sporche".

A noi comunicatori fa piacere il richiamo di Abruzzo, perché le aziende hanno bisogno di segnali forti in termine di etica professionale e di corretti rapporti con i giornalisti. Peccato, e questo non è polemica con Abruzzo, che anche i media nel loro complesso dovrebbero dare miglior prova di eticità e correttezza nei rapporti con la pubblicità. Solo quando i tre attori in campo, giornalisti, editori e investitori troveranno un equilibrio etico (un codice di autodisciplina?) si risolverà la questione davvero. Nel frattempo, chi andrà a far shopping a Dubai?

posted by Sergio Veneziani

Commenti

Fabrizio

Mi creda qualche giornalista che si occupa di finanza e fondi ci andrà. Non è la prima volta che Azimut porta i giornalisti in giro e "aggratis".
Il guaio è che gli stessi giornalisti ricevono così tanti inviti che oramai devono solo scegliere.
Certo che se invece di inviti si proponessero veri contenuti notiziabili per la stampa non ci troveremmo nella situazione di portare dei giornalisti in capo al mondo per presentare un outlook 2007.

Maurizio Goetz

L'etica non è un valore di una categoria. Vogliamo parlare dell'etica dei clienti che se non si parla bene del loro prodotto minacciano di non investire più su quella testata giornalistica? Vogliamo parlare dei giornalisti che fanno copia incolla dei comunicati stampa perchè non hanno tempo di approfondire? Vogliamo parlare delle persone delle agenzie di pr che lavorano su prodotti di cui non sanno nulla? E' evidente che etica e professionalità viaggiano a braccetto. In tutte le professioni esistono ottimi professionisti e alcuni che lo sono un po' meno. I problemi dell'etica sono proprio trasversali.

Dario Cherubino

Nel nostro piccolo, vorrei invitare tutti a inoltrare questo post di Sergio Veneziani dandone la massima diffusione. Denunciare e comunicare i tentativi di "corruzione" di giornalisti, opinion maker, comunicatori o altro ancora è vera informazione. E' vero giornalismo.
Viviamo in un'epoca in cui è più facile comunicare, anche utilizzando mezzi alternativi.
Come internet.
Come questo blog.
Se non sarà la loro morale, può darsi che a fermare la corruzione della carta stampata potrà essere la semplice consapevolezza che ogni atto del genere sarà reso pubblico.

Coincidentalmente, lavoro per un'ALTRA Azimut (Azimut creating emotions - www.azimutonline.com), società creativa che si occupa principalmente dell'organizzazione di eventi...
spero soltanto che non saremo mai confusi con i nostri omonimi...

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