Tutti puntanto ai "content", ma poi si finisce nel "trash"
La parola di moda è "contenuti": tutti li vogliono, tutti li fanno, tutti sono "molto attenti ai contenuti". Anche il Corriere della Sera, naturalmente, primo quotidiano italiano per diffusione, che oggi è scivolato su una "disinvolta" impaginazione: una grande e mistica apertura della sezione Cultura dedicata al primo futuro libro del papa Benedetto XVI proprio a fianco della ben più prosaica auto-promozione della raccolta completa del Calendiario Pirelli, opera meno ispirata ma certo di grande impatto ad opera dello stesso Corriere della Sera. C'erano una volta i capiredattori che vigilavano in tipografia e rimediavano queste, come dire? ineleganze. Adesso ci si affida alla videoimpaginazione e, come si sa, i computer non fanno distinzione fra immagini digitali più o meno "religion correct". Va benissimo ugualmente, il giornale di oggi incarta il pesce di domani, come ci insegnavano i capiredattori quando eravamo piccoli, tanto per smorzare le nostre ambizioni. Gente rozza che non sapeva neppure cos'è il "content", ma che insegnava ad aver rispetto del pubblico. E a fare attenzione in tipografia, per non fare "trash".
Posted by Sergio Veneziani
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