Trust Barometer 2007 #1
Con due eventi in contemporanea a Milano e Roma, rispettivamente al Circolo della Stampa e la Residenza di Ripetta, ieri abbiamo presentato i dati locali del Trust Barometer. Dallo scorso anno, infatti, in questa ricerca su un campione internazionale di opinion leader (età compresa fra 35 e 64 anni, in possesso di un diploma di laurea, reddito elevato e un forte interesse nei media, l'economia e la politica il profilo degli intervistati) è inclusa anche l'Italia.
A Milano, i risultati sul nostro paese sono stati introdotti da me e David Brain, Ceo di Edelman Europe. Qui di seguito la sua presentazione:
Anche quest'anno, le ONG rimangono saldamente le istituzioni più credibili, seguite dalle istituzioni religiose. Queste ultime sono state introdotte come categoria in quest'edizione. Come ci spiega Brain, in tempi recenti il ruolo spesso decisivo della religione nell'influenzare la vita politica ed economica internazionale meritava di essere adeguatamente riconosciuto (1:14 min).
L'importanza del terzo settore in Italia è nota. Marco Santarelli, Vice Direttore de Il Mondo, ritiene però che, visto il prezioso capitale di fiducia su cui possono contare, il loro spazio mediatico sia tutto sommato ad oggi ancora sottodimensionato. Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, questo valore aggiunto vorrebbe che fosse riconosciuto non tanto o non solo dai mezzi d'informazione, quanto piuttosto nella formulazione delle politiche pubbliche. L'antagonismo, per una ONG come la sua, non è l'approccio: è piuttosto il tempo del dialogo: con le istituzioni pubbliche per parlare di liberalizzazioni. Con le aziende per collaborare attivamente nell'interesse dei consumatori. Enrico Sassoon, Direttore dell' Harward Business Review, si chiede se questo non metta a rischio il primato delle ONG che, tutto sommato, discende anche dalla loro contenuta accountability. Dona, più che un rischio, ci vede grandi opportunità (1:00 min).
Come si conquista la fiducia dei propri stakeholder? Thomas Ingelfinger, Ceo di Beiersdorf Italia (disclosure: cliente Edelman), ricorda l'impegno della sua azienda nell'ascoltare il consumatore, anche attraverso strumenti innovativi (di recente Beiersdorf ha lanciato un blog "powered" da uno dei suoi brand più iconici: Nivea). Santarelli e Sassoon si rallegrano del ruolo forte che i periodici di informazione economica mantengono insieme al passaparola. Il dibattito si scalda quando si arriva alla Responsabilità sociale dell'impresa come mezzo per costruire la reputazione aziendale. Diversamente dagli Stati Uniti o il resto della UE, dove un equo trattamento dei dipendenti è al primo posto, seguito dall'adozione di standard etici nei processi produttivi, l'opinion leader Italiano sembra poco interessato a questi aspetti (slide 32). Il fatto che però poi ritenga decisivo l'utilizzo di strumenti quali i bilanci sociali e ambientali mi fa pensare che ci sia ancora un po' di confusione nel definire la CSR.
E da Milano per ora è tutto...
Posted by: Fiorella Passoni

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