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19 maggio 2008

I NUMERI DELL’OBESITA’ IN ITALIA E IN EUROPA

L’obesità è un problema sociale di rilevanza mondiale. Interessa, infatti, non solo i Paesi sviluppati, ma anche ampie fette delle popolazioni dei Paesi più poveri.

Obesità e sovrappeso negli adulti

Secondo i dati resi pubblici la scorsa settimana al congresso europeo sull’obesità di Ginevra (ECO 2008) dall’International Association for the Study of Obesity (IASO), nell’Europa dei 27, in tutti i paesi, con l’eccezione di Estonia, Lettonia e Romania, oltre la metà della popolazione maschile è obesa o sovrappeso. Leggermente migliore la situazione per quanto riguarda le donne: in solo 5 Paesi (Austria, Cipro, Gran Bretagna, Germania, Malta) il dato supera il 50% (allegato 1, BMI 25-29,9 significa sovrappeso; BMI > 30 è obesità).

Ciò che tuttavia preoccupa maggiormente è che, rispetto ai dati rilevati negli anni passati, l’obesità è in crescità in entrambi i sessi, in quasi ogni nazione, con minime eccezioni.

In Italia, il sovrappeso riguarda il 42,5% dei maschi, mentre sono obesi il 10,5%. Le donne invece sono meno in sovrappeso (il 26,6%), ma è alto il tasso di obese (9,1%). In totale, risultano sovrappeso il 34,2% degli italiani e obesi il 9,8%, due dati in continua crescita (erano rispettivamente il 33,6 e il 9% nel 2000). Se si manterrano questi dati tendenziali, secondo la Società Italiana dell’Obesità (SIO) nel 2025 il tasso di obesità negli adulti arriverà al 14% (+43%).

Obesità e sovrappeso nei bambini

Nei bambini la situazione è più complessa. Innanzitutto, è difficile, se non impossibile, comparare i dati, in quanto le statistiche raccolte dalla IASO nei diversi Paesi spesso si riferiscono a classi d’età differenti. Inoltre, difficilmente esistono dati raffrontabili sull’obesità. Nell’allegato 2 sono presentate, quindi, solo le percentuali che si riferiscono al sovrappeso.

I dati peggiori sembrerebbero essere quelli della Gran Bretagna (29% di sovrappeso tra i 5 e i 17 anni, sia nei maschi sia nelle femmine), dei Paesi mediterranei (Cipro, Italia, Malta, Spagna) e del Portogallo. In ogni caso, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità 1 ragazzo su 5 in Europa è sovrappeso. Ogni anno, agli oltre 14 milioni di giovani europei in sovrappeso – 3 milioni dei quali obesi – si aggiungono  400 mila “nuovi” sovrappeso.

In Italia, oltre un terzo dei bambini tra i 6 e i 9 anni risulta in sovrappeso o obeso (34,1%), un dato che scende al 25,4% nella fascia tra i 10 e i 13 anni, e precipita con l'adolescenza (14-17 anni) al 13,9%. Per i bambini e adolescenti italiani, al di sotto della maggiore età, l’obesità infantile, si attesta al 4% di media, ma le stime della SIO sono drammatiche: nel 2025, mantenedosi questa situazione, l’obesità infantile in Italia triplicherà, arrivando al 12,2%.

I costi dell’obesità

Lo studio SPESA, condotto all’inizio degli anni 2000 dal Centro di Farmacoeconomia dell’Università degli Studi di Milano, ci dice che il sovrappeso, l’obesità e le malattie che queste condizioni causano – diabete e malattie cardiovascolari in particolare – costano ogni anno al Paese ben 22,8 miliardi di Euro di soli costi diretti, per ospedalizzazione e cure mediche, oltre 44mila miliardi delle vecchie lire.

Inoltre, di obesità si muore, 390 persone ogni 100mila abitanti ogni anno. Giovani adulti con un indice di massa corporea (BMI) di 35 o superiore hanno una riduzione nell’aspettativa di vita fino a 10 anni.

Posted by Diego Freri

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Commenti

petrazzini aurelio  servizio di Dietologia e Nutrizione Clinica P.O.San Francesco Asl.Nuoro

Buon giorno, mi occupo di obesità da oltre 20 anni,sento il dovere di comunicarvi alcune considerazioni sull'obesità nel nostro paese, prima considerazione per fortuna il sovrappeso non necessariamente evolve verso l'obesità,e comunque il sovrappeso non ha influenze nefaste sullo stato di salute così come invece ha l'obesità,il paradosso nostrano è che il sistema sanitario dispensa gratuitamente tutti i farmaci collegati a patologie correlate allo stato di obesità,vedi ipertensione intolleranza agli zuccheri,gonartrosi,e tante altre,ma non aiuta il paziente obeso a togliersi da questa condizione,farmaci anoressanti molto costosi,carenza di strutture pubbliche dedicate,programmi di educazione alla salute obbligatori nelle scuole e così via,praticamente uno spreco di ingenti risore economiche perchè non si vuole andare alla radice del male.Vi ringrazio per l'attenzione Dott. Aurelio Petrazzini Direttore del Servizio di Dietologia e Nutrizione Clinica Asl Nuoro.

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