Go
Detto Tra noi

« Fastweb e Myopencity per un social network "di quartiere" | Principale | Il social networking si fa... al telefono! »

10 giugno 2008

Shanghai: credenze, usanze e necessità

Pare che gli avvocati non facciano troppa fortuna a Shanghai. Le tradizioni ritengono che se qualcuno ti fa un torto te lo sei meritato. Non serve andargli contro. Serve capire cosa è successo e correggere l’errore. Neppure i medici navigano nell’oro. Per la stessa ragione: ci si cura ancora oggi con le erbe in buona parte dei casi. E le farmacie che ho visitato ne sono la dimostrazione. Inoltre il sistema statale vigila sull’assistenza medica e obbliga tutta la popolazione a contribuire per il 30% delle spese. In un paese in cui il salario medio è di 150 euro al mese e le case costano 200.000 euro per un leasing di 70 anni (100 mq) curarsi con le erbe diventa non solo una credenza ma anche una necessità. Non sto parlando della Cina rurale. Questi sono dati che toccano gli abitanti di Shanghai, una buona fetta dei 25 + 8 milioni di persone che risiedono, lavorano, vivono in questa città. Certo lo sviluppo lo si vede ma non dimentichiamoci che la massa (ossia 900 milioni di cinesi su 1.3 miliardi di uomini) coltiva ancora i campi.


Cina_rurale_2

Anche qui a Shanghai appena esci dal centro ti ritrovi in mezzo a case che sono dormitori, che ancora condividono il bagno, i cui abitanti spesso non hanno i rudimenti di una buona educazione scolastica. Per tutti la scuola dell’obbligo dura 9 anni, dagli 8 anni fino ai 17 e pare sia molto, molto buona. I genitori investono ingenti risorse per l’educazione dei figli (oggi meglio dire del figlio, vista la politica del figlio unico) nei primi anni in quanto solo il 35% ha la possibilità di andare all’università. E non parlo di università statale. Nemmeno i più ricchi possono “comprarsi” una formazione. Al termine della scuola dell’obbligo si deve passare un esame (National University Entry Examination) e solo i meritevoli continuano il percorso formativo. Se sbagli quell’unico esame hai perso la tua chance di vita.

Con una tal spada di Damocle sulla testa non puoi che credere nel destino! E infatti la tendenza ad accettare la propria vita per come viene è molto alta, anche se non mancano riti scaramantici. Si dice che il nostro destino sia segnato dal nome (che può anche essere cambiato in età adulta se pensi non ti corrisponda), dal feng shui e dalla propensione alla carità. Tuttavia ci si circonda di fiori di loto, Budda, draghi, ci si veste di rosso, si fanno composizioni numeriche che tengono lontani il 4 e il 5 e privilegiano gli 8.



Feng_shuiSempre la mia guida mi ha raccontato entusiasta che finalmente a settembre si sposerà. Ha “già” quasi 30 anni e la ragione per cui non era ancora riuscita a sposarsi era il nome troppo duro. Teneva lontano gli uomini. Così lei ha cambiato nome mentre la mamma ha praticato una delle usanze tipiche della Cina (anche in una città come Shanghai): si è ritrovata in uno dei parchi della città con altre persone che devono/vogliono piazzare dei figli. Ha incontrato lo zio di quello che adesso diventerà il marito di Linda, si sono scambiati delle foto, hanno combinato un incontro tra i ragazzi e..voilà. I due si stanno per sposare. Linda non ha ben compreso la mia domanda relativa all’amore, al sentimento, alla passione fisica. Mi ha risposto che è fortunata perché ha trovato marito. Con tutto il lavoro che fa non ha tempo per partecipare a feste, per vedere gli amici e poi questa è una pratica diffusissima. E se il matrimonio non andrà bene beh, c’è il divorzio. Come dire, meglio divorziata che zitella! Si sposerà su una BMW, promessa d’amore di questi tempi che per i cinesi che attribuiscono un significato a tutto, la sigla viene letta come Be My Wife. Il marito deve sborsare una bella cifra per l’appartamento (no flat no spouse) e per i circa 300 invitati. Ma questa coppia è particolarmente fortunata. Essendo entrambi figli unici hanno la possibilità di fare due figli senza dover pagare sovrattasse per il secondo. Linda mi ha anche detto che uno dei forti motivi che spingono tanti cinesi a lasciare il paese è la volontà di fare figli a gogò. Famiglie allargate, famiglie fortunate!

Posted by Fiorella Passoni

TrackBack

URL per il TrackBack a questo post:
http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d83455d0cf69e200e5534112918834

Listed below are links to weblogs that reference Shanghai: credenze, usanze e necessità:

Commenti

I commenti per questa nota sono chiusi.

Feed & Tools