Shanghai: dalle 10 alle 18
Giornata intensa quella di oggi. Mi sono presa una guida locale, un’auto, e mi sono lasciata guidare alla scoperta della città. A dire il vero ho posto subito alla mia guida alcune condizioni: non portarmi a vedere ciò che visiterò con il gruppo dei colleghi Edelman, evitare il giro tradizionale per turisti e farmi pranzare a base di dumpling, i ravioli al vapore a base di carne o granchio che sono buonissimi. Nessuna delle tre raccomandazioni è stata accolta, nonostante mi avesse risposto in maniera rassicurante e positiva. Che fosse una donna rude l’avevo compreso fin dall’inizio. I toni di voce alti nel Jade Buddha Temple, l’abilità usata nel darmi in pasto ai vari commercianti di perle, tè e seta, la determinazione con cui ha deciso di concludere a piedi il percorso nonostante una pioggia torrenziale perché il tour, quello, lo prevedeva a quell’ora ossia una promenade nella città vecchia. Tutti segnali molto eloquenti della lady che ben rappresenta la popolazione locale costretta a dure battaglie per conquistarsi uno spazio personale in una megalopoli tanto popolosa. Non conosco il resto della Cina se non attraverso i libri letti e i film visti; certo è che tanto materialismo, confusione e disordine male si sposano con la filosofia orientale confuciana che è sempre stata la mia idea della Cina. E se da una parte il pensare fino a ieri di poter essere “governati” un giorno da questa cultura mi stimolava riflessioni positive, oggi tanto materialismo mi spaventa. Hanno preso dagli americani soprattutto il concetto del push! Spingere sui mezzi pubblici, urlare in continuazione, camminare in mezzo alla strada ignorando i clacson che suonano all’impazzata. Sarà questo il nostro destino? Aiuto!
Le condizioni ambientali ti prendono e trattengono per metà la tua attenzione: l’aumento incontrollato del numero dei veicoli, i sobborghi sporchi e degradati, i tubi al neon, le luci fluorescenti a intermittenza, i bidoni dell’immondizia sparsi ovunque, tombini che non scaricano, strade dissestate, marciapiedi sconnessi, pavimenti scivolosi. Tutto è un caos ottico e acustico. Ma anche l’olfatto soffre tra i fumi del traffico, i vapori delle sostanze chimiche, gli aromi pungenti del tofu fritto, il fetore dei rifiuti. E non è un caso che il tasso degli insonni sia elevatissimo a Shanghai, pare a causa della crescente offerta di svaghi notturni, delle tecnologie e della corsa al guadagno e alla ricchezza. Tutto brutto quindi a Shanghai? Niente affatto. In una città di 25 + 8 milioni dei abitanti (sì lo so rispetto alle informazioni di ieri il numero è lievitato..mi limito a riportare ciò che la experienced guide Linda mi ha detto!) e per giunta così lontana e diversa da me è impossibile non trovare bellezza e provare interesse e stupore. Come al Tempio del Buddha, mia prima tappa di oggi, che è il luogo di culto di questa gente per la maggior parte buddista.
Pregare non è una pratica così privata come in altre religioni e la commistione di richieste e ringraziamenti ai diversi Buddha crea un’energia palpabile. Purtroppo per me rovinata dal gruppo di turisti e dalle tante guide le cui voci si sovrappongono. Ma a loro non pare importare molto, anche se qualche fedele (si dice così anche per i buddisti?) infastidito l’ho notato. Pensare che per entrare al tempio devono pagare, tutti indistintamente; io la privacy la pretenderei!
Non merita assolutamente il giro alla casa delle perle anche se ho visto per la prima volta le ostriche da perle. Ne hanno aperta una appositamente per me, nonostante invitassi loro a non farlo. Ne ho trovate 27 di perle! Da saltare anche il giro alle sculture di giada e alla fabbrica della seta.
Certo tutto carino, non tutti i giorni capita di vedere la lavorazione della seta o delle pietre ma sembra tutto così realizzato a misura di turista! E poi hanno fretta di venderti il prodotto finito e non ti mollano fintanto che non compri oppure fuggi alla toilette. E’ che la guida sparisce e tu sei costretto a stare lì ad attenderla. Tutte tattiche. Interessante invece la visita alle vecchie case del tè. Non solo per il rito che finalmente mi ha dato la sensazione di poter godere del tempo che scorre ma anche perché ho gustato dell’ottimo tè. Jasmin tea ha proprietà rilassanti, green tea è praticamente una cura di bellezza , litchi tea per aiutare la digestione e il ginseng energetico per mente e corpo. Tutti altri sapori rispetto a quelli a cui siamo abituati. Anche altri prezzi. 4 barattolini 80 euro!!
Mi sposto poi nel fake district e lì proprio mi rifiuto di farmi guidare. Tutti mi chiamano, tutti mi toccano. Ma come faranno nel caos che regna a capire che sono la turista da spennare? Memore della mia amica Gloria che sostiene che si debba promuovere e celebrare il made in Italy con l’acquisto dei soli prodotti di marca chiedo di cambiare zona. Mi reco nella città antica (diversa dalla old town che è la zona commerciale appunto dei prodotti falsi di basso livello) e qui comincia il diluvio universale.
In meno di 5 minuti è tutto inagibile. Se si può immaginare una confusione ancora più intensa, è questa. Le strade adesso sono un vero pericolo. Le auto hanno sempre la precedenza, viaggiano spesso senza targa (si comprano separate, prima le auto e poi le targhe il cui costo varia in funzione della numerazione che si sceglie. Tanti numeri fortunati come 369 oppure 8, 1888 fanno alzare notevolmente il prezzo), passano col rosso e naturalmente strombazzano. Moto e bici salgono sui marciapiedi. E i pedoni? Camminano in mezzo alla strada. Loro si che hanno un comportamento zen! Ah, le mappe stradali cambiano ogni mese perché così frequentemente cambia la toponomastica.
Posted by Fiorella Passoni
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