Dal global all'hyper-local social network!
E' in costante crescita il numero di social network "locali". L'evoluzione delle global community online (Facebook, MySpace, LiveSpace..) ha portato alla nascita delle hyper-local community, in cui l'interesse comune a tutti gli utenti è la comunità, con tutto ciò che implica in termini di cultura, abitudini ed esperienze condivise e dove le relazioni online possono avere più facilmente un seguito nella vita reale. Ogni hyper-local social network ha un suo specifico bacino di utenti potenziali, legati dalla prossimità spaziale, ovvero dal vivere in luoghi REALI vicini. Questa caratteristica "localizzata" degli hyper-local social network, li rende un'opportunità pergli attori locali (aziende ma anche PA) per comunicare in maniera diretta e mirata al proprio target. Anche in termini giornalistici gli hyper-social network possono diventare dei media specifici per fare visibiltà a tematiche locali, alcune volte taciute dai mass media tradizionali e generalisti, con un approccio decisamente vicino all'utenza che fa parte del network e diviene quindi protagonista generando a sua volta i topic.
Tutti possono creare un hyper-local-social network incentrato sui propri interessi,
sul proprio quartiere. Per esempio utilizzando un sito come Selfemotion, è possibile creare e configurare il tuo social network personale, con possibilità di visualizzare su mappa satellitare le emotion e di guadagnare un incentivo economico per ogni nuovo utente che si registra.
Ecco qualche esempio di hyper-local social network: la neonata community Città 2.0 di Repubblica Bari.it, dove ognuno può pubblicare e diffondere i propri contenuti sulla vita dei quartieri cittadini; Myopencity, social network con mappa geolocalizzante, analizzato in dettaglio nel post "Fastweb e Myopencity per un social network di quartiere" pubblicato il 9 giugno; BeLondoner, social network per i cittadini di Londra; Jerusalemite.net, community che mostra la vita reale di Gerusalemme e fornisce informazioni turistiche in aggiunta a quelle già fornite sui numerosi siti religiosi; Metblogs, connubio tra hyper-local e global network che include blog locali in 50 città sparse per il mondo.
Posted by Sergio Veneziani

Gentile Dottor Adinolfi,
Ho trovato molto interessante il discorso relativo all'hyper-local social network soprattutto per quanto riguarda la possibilità che la Pubblica Amministrazione possa comunicare in tempo reale a più persone di uno stesso quartiere, zona e perchè no anche a piccole e/o medie cittadine. Sfoltire un po' di burocrazia ed eliminare possibili disagi alla gente non farebbe mai male in questo Paese.
Anche che gli utenti di questi networks possano essere "usati" come pubblico per giornalisti e media, andando così a centrare magari un determinato target e/o bacino di consumatori.
Nel mio piccolo partecipo a una sorta di hyper-local social network, un GDR, un gioco di ruolo su internet anche se gli utenti non sono legati da prossimità spaziale, perchè presenti molti giocatori sparsi per tutta Italia.
E' una domanda retorica quella che le rivolgo, magari potrebbe essere presa come spunto di dialogo e discussione, la conoscenza tramite internet e tramite questi network non porta a dei rapporti, che per esperienza personale, definisco "inconcludenti"?
Parlare, chattare, scrivere, relazionarsi con delle persone che magari non si vedranno mai, se non poche volte nella vita. La comunicazione con le nuove tecnologie avvicina veramente la gente o le allontana ancora di più?
Giorgio Bocchieri
Master Media Relations
Scritto da: Giorgio Bocchieri | 02 luglio 2008 a 20:00
Egregio Dott. Adinolfi,
ad essere sinceri ho trovato questo suo commento molto interessante, in maniera particolare per quanto riguarda il passaggio dal "global" al "local", dove finalmente mi sembra di vedere un aspetto un pò più "umano", se mi passa il termine. Come avrà potuto capire non sono una grande fautrice della globalizzazione (almeno x quanto riguarda determinati aspetti)quindi è con piacere che constato come le sempre più avanzate teconolgie possano venire in aiuto a comunità locali, dando loro risalto. La domanda che dunque mi pongo, forse anche un pò da neofita della materia, è quanto in realtà tutta questa tecnologia ci aiuti davvero a comunicare, e se magari, invece attraverso essa non si perdano alcune di quelle caratteristiche personali che di sicuro non vengono trasmesse, ad esempio, attraverso lo schermo di un pc??!!
La ringrazio per l'attenzione, e spero questo mio intervento possa essere uno spunto di discussione domani in aula.
Sara Crispi
Master in Media Relations, Il Sole 24 Ore
Scritto da: Crispi Sara | 02 luglio 2008 a 20:05
dott.Adinolfi, trovo davvero intrigante l'ipotesi di una rete che smette i panni del "mare magnum" ed acquisisce una misura umana fino ad ora marginale. L'internet di prossimità però, a mio modesto parere, difficilmente sarà un valido terminale per le pubbliche amministrazioni.
Non mi è chiaro, infatti, in che modo le pubbliche amministrazioni possano proporsi al cittadino identificato con questo tipo di canale. Le aziende certamente avranno dei vantaggi: il target è già identificato; ma le pa dato il loro compito istituzionale difficilmente potranno proporre servizi a soggetti, che seppur ben localizzati, non rappresenteranno mai la totalità dei cittadini, vero e proprio obiettivo finale.
Le sarei grato, quindi, se mi desse lumi su questo aspetto.
Concludendo, lo stringersi delle maglie della rete sarà valido setaccio e consentirà probabilmente una maggiore sintonia tra i contatti, ma così facendo non si rischia di sostituire il bar sotto casa con il pc? Non c'è il rischio di un'aumento della non comunicazione, paradossalmente immolata sull'altare della ipercomunicazione?
Lungi da me essere un'integralista, un "dolciniano" che rivorrebbe la "lettera 32" ma è giusto accettare sempre entusiasticamente ciò che internet propone?
Pierluigi Romanello.
Master media relation.
Scritto da: Pierluigi Romanello | 02 luglio 2008 a 22:00
Mi sono riletto, spero di non essere apparso polemico, se così fosse stato spiego meglio il mio motore: trattasi di genuina voglia di utilizzare l'opportunità di confronto con chi ha una visione decisamente più ampia della mia.
La ringrazio, a presto.
P.Romanello.
Scritto da: Pierluigi Romanello | 02 luglio 2008 a 22:21
il passaggio da global a local si chiama glocal 2.0 ed è un evento organizzato dalla Provincia di Ascoli Piceno e che si è svolto dall'1 al 3 giugno. Si prevede a breve la nascita di una piattaforma di social networking territoriale.
Scritto da: fabio ragonese | 03 luglio 2008 a 12:21
Grazie per la gentile segnalazione Fabio
Scritto da: Sergio Veneziani | 07 luglio 2008 a 19:46
Gentile Dott.Adinolfi, mi occupo del progetto selfemotion e la ringrazio per averlo citato all'interno del suo articolo. La piattaforma Selfemotion è stata rivista e migliorata in queste settimana per offrire un servizio utile ed efficace in un contesto di condivisione locale. Alla base del servizio la possibilità di creare gruppi di interesse all'interno dei quali tutti possono pubblicare contenuti, immagini e video in un contesto geografico locale. A differenza di un tradizionale blog selfemotion mette amministratore del network e membri allo stesso livello offrendo a tutti le stesse possibilità di pubblicazione, ma ciò che lo differenzia è la contestualità geografica in cui viene inserito il gruppo e i contenuti collegati: ciò permette di comunicare e condividere verso utenti che fanno parte della stessa realtà sociale, senza sostituirsi ai tradizionali 'punti d'incontro reali', ma come valido strumento per miglioreare tali rapporti e coinvolgendo nuove persone. Invito tutti a provare http://www.selfemotion.com e a postare commenti e critiche utili a migliorare un progetto....finalmente made in Italy.
Scritto da: Ivan Laffranchi | 04 giugno 2009 a 15:56
Carissimi lettori, vi segnalo un altro local social network, Sardinia People.
http://www.sardiniapeople.net
Scritto da: Marco Camboni | 28 febbraio 2010 a 13:37