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21 ottobre 2008

The Food Change - L'industria alimentare tra normativa, gusto e salute

Si è svolto oggi a Milano l’incontro dibattito dal titolo “The Food Change”  promosso da Edelman nell’ambito di un programma che la nostra azienda promuove nei diversi settori in cui opera.

Obiettivo del workshop di oggi quello di paragonare gli scenari americano ed europeo dell’industria alimentare, prendendo in esame rischi e opportunità connessi con le normative sui claim nutrizionali, le campagne contro il “marketing to kid” promosse da alcune associazioni dei consumatori, ma anche la necessità da parte del mondo istituzionale di cooperare con le industrie per affrontare insieme la sfida posta dai mutati stili di vita della popolazione.

 

Ne abbiamo discusso con la professoressa Sylvia Rowe della Tufts University  , autorevole esperta in materia di nutrizione e salute e consulente di Edelman a livello globale, Janet Cabot, director Food and Nutrition Practice Edelman USA , l’avvocato Giuseppe Allocca, specialista in norme alimentari, il professor Michele Carruba, direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università di Milano.

 

E’ opinione condivisa che il problema obesità sia diventato “la lente di ingrandimento” attraverso la quale passano tutte le issue legate all’alimentazione e al cibo.

 

In Italia, l’obesità nella popolazione adulta registra tassi di crescita del 10% circa ogni 5 anni, mentre nei bambini la crescita è decisamente più rapida, raggiungendo una media del 25% in 5 anni.

Una situazione drammatica, che lascia intravedere un aumento dell’obesità negli adulti del 45% e del 200% quella infantile entro il 2025.

 

Le cause delle patologie legate al cibo, come l’obesità, il diabete, le patologie cardiovascolari e alcuni tumori, sono da ricercare nello sbilanciamento fra l’introito e il consumo calorico, la mancanza di attività fisica e di movimento e uno stile di vita poco sano.

 

I cibi ad alta densità energetica, i grassi trans, il sale, gli zuccheri, la dipendenza, il marketing to kid, i profili nutrizionali, gli health claim … sono gli argomenti “caldi” maggiormente dibattuti a più livelli (istituzioni, comunità scientifica, industria, media, consumatori, …) nei diversi paesi.

 

Le leve per combattere la crescente problematica sembrano risiedere in una maggiore informazione ed educazione a più livelli (dalla scuola, ai programmi di prevenzione, …) e in un’azione combinata, che preveda il coinvolgimento e la collaborazione di tutte le parti coinvolte – mondo scientifico, istituzioni politiche, industria – per promuovere modifiche degli stili di vita, il ritorno a un’alimentazione più corretta e bilanciata, e l’aumento dell’attività fisica.

 

L’unica alternativa: una legislazione più restrittiva che preveda, oltre ad una normativa sull’etichettatura dei prodotti alimentari e a restrizioni nelle attività di marketing, anche alcune forme di tassazione differenziate per Paesi e categorie di prodotti.

posted by Anna Capella

 

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