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10 aprile 2009

Twitter e facebook @terremoto: la faccia "digital" della comunicazione solidale

Quando una nazione sprofonda in un lutto collettivo il silenzio è spesso un bisogno che si manifesta solo in un secondo momento. Prima arriva la voglia di parlare, di condividere quello che gli occhi vedono e che sembra quasi incredibile.

È forse questa la chiave di lettura più probabile per comprendere quello che è successo nella rete in questa triste settimana che ha portato l’Italia a vivere una nuova pagina di dolore: il terremoto che ha devastato l’Abruzzo ha avuto come prima cassa di risonanza proprio la Rete, che ha permesso di raccogliere, davvero in tempo reale, testimonianze, sensazioni e richieste d’aiuto, in maniera più veloce e alle volte istantanea, di  altri mezzi di comunicazione.

Nello scenario mediatico italiano oltre ai media tradizionali, in questa occasione, fotografi d’assalto e talk show in quantità, i social network hanno mostrato tutta la loro potenzialità di "spinta dal basso". Decine e decine di messaggi sono comparsi su Twitter prima ancora che i canali di informazione tradizionali diffondessero le prime notizie sulla forte scossa di terremoto che ha colpito lunedì 6 aprile L'Aquila e dintorni: all'alba erano in centinaia in Italia a "twittare" quello che stava accadendo, che rimbalzava sugli account esteri e diffondeva notizie in tempo reale su tutto il web (attraverso i "tag" #terremoto e #earthquake).  Da Twitter spesso le brevi notizie venivano riportate su Facebook, commentate e discusse, aggiornate, riviste, in un continuo rimbalzo che ha allargato in maniera esponenziale la conversazione in real time sul tema.

Se Twitter è servito da contenitore per testimonianze in tempo reale e per raccontare in 140 caratteri l’orrore del terremoto, Facebook, la cui crescita non accenna ad avere freni, si è rivelato anche importantissimo megafono per raccogliere richieste d’aiuto e per organizzare i soccorsi e la solidarietà degli italiani. Sono nati decine di gruppi d’aiuto, che fornivano  - e forniscono tutt'ora - numeri di telefono per l'emergenza, riferimenti per donare il sangue o altre indicazioni per organizzare invii di viveri e coperte. Quella che si è sviluppata è stata un’incredibile catena molto umana, sebbene digitale, di sostegno e solidarietà, che ha visto milioni di aggiornamenti degli status degli utenti, che invitavano a collaborare e a dare una mano all’Abruzzo. Ma non solo: proposte su proposte sono rimbalzate tra i gruppi del social network per trovare fondi e aiutare gli sfollati. Una tra tante: più di 230 mila persone hanno chiesto di fermare i reality show in televisione per assegnare i soldi destinati ai premi per i vincitori alle vittime del terremoto. 

E se è vero che la rete è specchio della realtà, la solidarietà ha come sua nemesi gli atti di sciacallaggio, che non sono mancati, né online né offline. Pare che sia stato messo in piedi il profilo di tale Marco Pellegatti, sedicente nipote di un giornalista, che dichiarava di raccogliere fondi per un'iniziativa benefica che sosteneva essere stata organizzata dal Milan e da Mediaset, ma che si è rivelata inesistente. Una conferma però quanto i social network siano sempre più una riproposizione fedele della (triste, stavolta) realtà, nel bene e nel male.

Ancora una volta, quello digitale si conferma imprescindibile come mezzo e al contempo come pubblico, per la comunicazione.

Auguri e buona Pasqua solidale a tutti da Edelman

posted by Vanessa Carmicino

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