Il Premio Ischia scopre i blog, nuovi "martiri" della libertà d'informazione
Sulle sfaccettature della blogosfera tanto si è scritto, su quando o quanto il citizen journalism andrà a sostituire il giornalismo tradizionale sono stati scritti saggi in tutte le parti del mondo. Che il giornalismo stesso riconosca – finalmente – il potere e la valenza che i giornalismi partecipati possono avere nel modificare e contribuire al flusso informativo mondiale, beh, è un passo avanti. Prova che qualcosa sta cambiando è fornita dal Premio Ischia, che da trent'anni premia il mondo del giornalismo italiano e internazionale. L’edizione 2009 porta con sé una bella novità: per la prima volta verranno premiati anche i blogger. Per il trentennale del Premio la Fondazione Giuseppe Valentino ha, infatti, instituito il Premio Ischia al mondo del giornalismo partecipato.
La scelta del blogger vincitore seguirà il filo rosso della partecipazione nella rete, di cui i blog rappresentano uno degli elementi storicamente più importanti: la giuria coordinata da Cristina Sivieri Tagliabue ha selezionato dieci post, da blog più o meno famosi, scelti in base alla precisione, l’affidabilità e/o la tempestività delle loro comunicazioni. Tra questi dieci finalisti verrà poi, in base al giudizio degli utenti del sito del Premio, scelto il blogger vincitore.
Ecco i dieci blogger scelti:
Diventa interessante notare, a questo punto, che la commistione tra blog tout court e giornalismo tradizionale è già ben radicata nella rete: tra i dieci finalisti scorgiamo testate giornalistiche vere e proprie e giornalisti della carta stampata, che – sicuramente prima degli altri – hanno capito le potenzialità di questo strumento senza lasciarsi andare a dissertazioni teoriche sul futuro dei settimanali, accanto a blogger "puri". Termine ultimo delle votazioni online è il 25 giugno: per votare basta leggere qui.
Ulteriore prova - sicuramente più drammatica - dell'importanza della blogosfera nel mondo è fornita dal CPJ, il Commitee to protect Journalists. Come ci racconta Marco Pratellesi qui, nel 2008 il numero di blogger e giornalisti online incarcerati ha superato quello dei giornalisti della stampa e della tv che si trovano in prigione. Fare i conti con questo triste dato ci permette di capire il valore, sempre più forte e quindi sempre più a rischio, dei blogger e del giornalismo partecipativo nel mondo.
Posted by Vanessa Carmicino
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