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21 settembre 2009

10 cose da non fare se pensate di comunicare nel web 2.0



Ha scritto Jeff Jarvis che "il vostro peggior utente è il vostro miglior amico, perché vi dice quello che non va; il vostro miglior utente, l'utente felice, è anche il vostro partner". Basterebbe questa frase per sintetizzare l'intervento di Alessio Jacona al Working Capital Telecom Barcamp Tour di Roma: in cinque minuti è riuscito a dire tutto quello che le aziende che hanno scoperto il mondo del web 2.0, e vogliono entrarci, NON devono fare per ottenere buoni risultati.

1. mai barare e mentire agli utenti, attraverso fake blog e finti utenti entusiasti del brand, perchè prima o poi si verrà scoperti
2. non intendere i social media come uno spazio in cui vendere, ma in cui conversare
3. non pensare che il valore della comunicazione sia dato dagli utenti unici: ciò che importa sono le relazioni che si creano
4. non credere di poter controllare i messaggi in rete, perché appartengono alla gente, non all'azienda
5. non pensare che la comunicazione su internet non richieda investimenti economici
6. non chiedere risultati a breve termine dalla comunicazione in rete
7. non nascondersi dietro al brand, perchè ciò che conta sono le persone, non i marchi
8. non accanirsi contro gli utenti che criticano l’azienda, ma, anzi, considerare attentamente il loro parere 9. non improvvisare la propria azione in rete, ma pensare sempre ad una strategia di lungo periodo
10.non spammare in maniera indiscriminata i propri contenuti

La scelta di approdare alle varie realtà del web 2.0 è quasi sempre figlia di un lungo travaglio interiore, che passa attraverso i "cinque stadi del dolore aziendale":

1. Il rifiuto, la volontà di ignorare tutto quello che accadeva in rete
2. la rabbia, perchè consapevoli che si trattasse di un fenomeno impossibile da controllare direttamente: da qui le denunce contro chi osasse muovere critiche all'azienda in rete
3. la contrattazione, ovvero comprare il favore di coloro che parlassero male di loro su internet, convincendo con i soldi a camabiare idea
4. la depressione, scaturita dalla consapevolezza che il mondo della rete non funziona nel modo da loro ipotizzato
5. l’accettazione del fenomeno, compresa la necessità di imparare un nuovo linguaggio e un nuovo modo di rapportarsi agli utenti. 

Arrivati a questo punto alle aziende non resta che comunicare, ognuna col suo stile e con le proprie peculiarità.
Come non essere d'accordo?

Posted by Vanessa Carmicino, via Ignite Italia

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