In questi tempi in cui la parola crisi domina incontrastata tra le possibili paure delle aziende, sono tante quelle che hanno cominciato, prima ancora che a rivedere i propri bilanci, a ripensare e a mettere in discussione la propria reputazione, il modo in cui si viene percepiti dall’esterno. È questo il punto di partenza dell’intervista di Rik Kirkland, direttore delle pubblicazioni McKinsey, a Richard Edelman.
Una chiacchierata interessante, che parte dai risultati del sondaggio Edelman Trust Barometer per arrivare a parlare di “private-sector diplomacy”: ovvero, l’insieme delle azioni e dei comportamenti assunti dalle aziende per allargare la propria rete di consumatori, rafforzare il network di utenti e migliorare rapidamente la percezione da parte del complesso mondo di stakeholder.
Quando il business si allarga e deve, mai come oggi, tenere in considerazione le ONG, le comunità, i gruppi di lavoro, nasce la necessità di un confronto con nuovi schemi. Emerge, infatti, una mutua responsabilità sociale, che pone in rilievo gli aspetti etici della relazione con i consumatori e che segnala la necessità della trasparenza nella comunicazione. "To me, at the essence of what we’re calling public engagement is this marriage of action and communication. You can be a great communicator, but if your actions aren’t appropriate, there’s not a chance in hell that you’re going to be able to sell the proposition", afferma Richard Edelman. Ovvero: "per me l'essenza di quello che chiamiamo Public Engagement è il punto d'incontro dell'azione e della comunicazione. Si può essere grandi comunicatori, ma se le azioni non sono corrette non c'è speranza di far passare i messaggi della comunicazione".
Questo aspetto è ancora più importante nel momento in cui i mercati sono sempre più influenzati dalle conversazioni, quando il parere della gente è sempre più condizionato dal confronto tra pari, dalla discussione attraverso i social network. "It’s just not an authority-driven society, it’s an experience-driven society", ricorda Edelman: "la nostra non è una società guidata dalle autorità, è una società guidata dalle esperienze. L’economia della collaborazione, nella quale il mio parere può essere d’aiuto agli altri, deve essere un’altra delle leve sulle quali le aziende devono strutturare la loro fiducia da parte degli utenti".
La video intervista è qui.
Posted by Fiorella Passoni
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