Internet? La prima arma di "costruzione" di massa
Internet come volano per la pace nel mondo? Forse. Di certo, Wired ci crede: la bibbia del web 2.0 lancerà ufficialmente venerdì la candidatura di Internet al premio Nobel per la Pace 2010.
Al di là del suo valore provocatorio la proposta è, senza dubbio, interessante, se non altro perché invita a considerare internet non più come semplice strumento, ma come elemento in grado di cambiare il corso delle cose. Non sono pochi gli esempi che hanno provato il valore della rete in fenomeni di resistenza alla dittatura, dalle proteste in Iran alla rivoluzione Arancione nel 2004 in Ucraina, solo per citarne alcuni: se la rete non è stata in grado di cambiare radicalmente il corso degli eventi si è rivelata, in questi casi, uno strumento senza paragoni nel dar voce a chi è costantemente escluso dai media mainstream.
“Se il Web vincesse il Nobel – scrive il professor Umberto Veronesi nel suo appello al linguaggio universale, della scienza e di internet che verrà pubblicato sul prossimo numero di Wired, ed è stato anticipato da La Stampa – dimostreremmo agli osservatori futuri due cose: che avevamo capito la portata della rivoluzione globale rappresentata dalla Rete; che eravamo determinati a volgerla al miglior utilizzo nell'interesse dell'umanità intera.”
Internet è - e rimane - uno strumento, non ha forse l'umanità necessaria per promuovere la pace nel mondo. Ma "il medium è il messaggio", avrebbe detto Marshall McLuhan: se il messaggio proposto da questa arma di COSTRUZIONE di massa potrà portare ad un cambiamento radicale noi non potremo che esserne felici.
Posted by Sergio Veneziani
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