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Detto Tra noi

09 luglio 2010

Brevi note dall'UPA e dal suo labirinto strategico

Brevi note dall’Assemblea UPA di ieri a Milano, dal titolo: “Il labirinto strategico: verso il futuro della comunicazione”, relatori: Lorenzo Sassoli, Alex Boguski e Franco Bernabé.

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Apertura di Sassoli con tributo ad Emanuele Pirella, che ha segnato gli ultimi 40 anni  di pubblicità in Italia, e a Giampaolo Fabris. Dopo un primo semestre a +4% per gli investimenti pubblicitari, ci si attende una chiusura a +2%; nel 2011 conferma di questo trend, con probabile stabilizzazione nel 2012 a livelli del 2009.  Tra i settori c’è una crescita significativa per Alimentari e Gdo (+13%) ma anche per Cura della persona e Tlc, mentre sono in negativo le Automobili, l’Abbigliamento, Viaggi e Turismo.

Ha sottolineato il passaggio da web dell’informazione a web delle persone, Facebook é il quarto potere e la fibra ottica la nuova frontiera. La banda larga riserva però criticità legate ai numeri decisamente inferiori all’Europa (-10), in Italia solo 21 connessioni su 100 cittadini. La stampa continua a essere il media più sofferente (specialmente la periodica che perde ancora qualche punto) e dovrebbe cogliere le opportunità offerte dall’editoria digitale (e-book, versioni on line, streaming ...). Diminuiscono le cifre investite, ma aumentano gli investitori (ancora insufficiente, ma trend interessante).

Alex Bugoski, creativo americano di fama mondiale, che ha abbandonato la holding canadese MDC (proprietaria dell’agenzia Crispin Porter + Bosgusky – una delle agenzie più irriverenti e lodate USA – sembra a causa delle sue affermazioni sulla dieta americana che hanno provocato le lamentele di molti clienti: affermazioni che peraltro ha ripetuto ieri davanti alla platea).

Il futuro non si può prevedere, ma lo si scopre strada facendo, avvicinandosi alla realtà con l’approccio e lo sguardo dei bambini, sempre pronti ad assimilare tutto.  Non fermarsi a guardare, reagire al mondo che cambia è l’unica strada percorribile. L’expertise che gli adulti credono di avere è il nemico dell’innovazione.

Attraverso una serie di brevi accenni a case history americane, ha raccontato l’evoluzione in atto nel mercato della comunicazione dove i prox 5 anni varranno come gli ultimi 20 in termini di innovazione.

I valori si riflettono sui consumi, i brand devono prestare molta attenzione a quanto sta accadendo sul fronte digital della trasparenza e della sostenibilità: la trasparenza é alla base di tutto.

Bugoski ha dichiarato che nello scenario della comunicazione ci sono alcuni gorilla, ma che nessuno li vede. Diverse tendenze che rappresentano rischi e opportunità per i brand che sapranno tenere gli occhi aperti. Il gorilla del SuperMe porta le persone a creare raffigurazioni virtuali di sè stesso attraverso i soocial media, raccontando agli altri la sua vita, le sue storie (citazione di Twitter e di Flip che ha creato la videocamera con opportunità di postare immediatamente i filmati).

Altri gorilla: EnergyEconomy o SustainableSystem che rappresentano i brand in grado di creare reali vantaggi competitivi facendo la cosa giusta, un modo per conquistare la fedeltà delle persone e gli atti di acquisto (goodguy.com, Patagonia-footprint chronicles, Walmart con il sustainable index, Starbuck-mystarbuckidea, ...).

DigitalWorkforce e SuperWe sono riferiti al digitale e implicano la presa di coscienza che le nuove tecnologie hanno dato enorme potere ai dipendenti – Domino’s: il video di un dipendente che mostra una serie di schifezze nella preparazione della pizza postato su Youtube ha fatto perdere all’azienda 10% del fatturato in un solo giorno; BestBuy al contrario mette a disposizione dei clienti l’esperienza dei propri dipendenti su Twitter, trasformandoli in una sorta di servizio clienti efficacissimo. SuperWe vede alcune piattaforme – es. Foursquare – impegnate nel canalizzare l’attenzione delle persone coinvolte dai social network verso community reali, fisiche e localizzate.

Feeding é il gorilla della nutrizione che sottolinea l’importanza della trasparenza e chiarezza nelle informazioni – es. OGM che in USA non devono essere obbligatoriamente indicati sulle confezioni.

MovingPeople che trova alternative all’utilizzo delle auto e soluzioni per il traffico (car sharing, ...)

Nowness: ora e adesso, la rete si trasforma da fornitore di contenuti unilaterale a esperienza da vivere in tempo reale.

Franco Bernabé, AD di Telecom Italia, ha sottolineato la necessità di trovare nuovi modelli di consumo in un mercato influenzato dalle tecnologie.

La comunicazione sta spostandosi su nuovi spazi e definendo nuove superfici, lo “schermo” oggi non è più solo quello della TV generalista come in passato. Grazie ai social network, il singolo può diventare editore di sè stesso, crearsi il proprio palinsesto e condividerlo con chi desidera (da monologo a dialogo). 

Nell’ambito di questo scenario, il tema della privacy assume grande rilevanza perché ognuno dovrebbe poter dare un prezzo alle proprie informazioni personali.  In Europa le leggi sulla privacy sono restrittive, ma i navigatori sono disposti a mettere a disposizione informazioni personali in cambio di un servizio di valore.  

Apple e Google in questo mercato hanno acquisito una posizione dominante che andrebbe riequilibrata attraverso la creazione di un mercato vero e competitivo, nel quale il valore delle informazioni sia definito.  In questo senso, Telecom mette a disposizione delle aziende le proprie tecnologie.

Il mercato é in evoluzione e anche la comunicazione aziendale sta spostandosi verso nuovi spazi.

Telecom cresce di oltre il 50% nel broadband fisso e di oltre il 100% nel mobile: una crescita rappresentata per il 50% nel peer to peer e il 20% nel download di video.

Commentando la crescita del 4% degli investimenti nel primo semestre 2010, ha sottolineato che dopo la chiusura del 2009 a -13%, si resta comunque a -6% rispetto alla chiusura del 2008.

POSTED BY ANNA CAPELLA

30 aprile 2008

UGC, ll business che viene dalla rete?

Sul mercato americano i guadagni provenienti dall'advertising in rete legato agli User Generated Content raggiungerà gli 824 milioni di dollari nel 2012, a fronte dei 162 milioni di dollari generati nel 2007. Questo il pronostico di Paul Verna, senior analyst di eMarketer.
L'assunto base di questa crescita risiede nella circolarità intrinseca del processo di produzione-fruizione degli USG: gli utenti del web 2.0 usano la rete in maniera sociale ricevendo contenuti che altri utenti producono e generandone di nuovi a loro volta.
Considerato che, sempre secondo eMarketer il numero di utenti di USG sul mercato americano aumenterà da 94 milioni nel 2007 a 130 nel 2012 e in maniera poco meno che proporzionale quello dei produttori passerà da 77 millioni a 108, si potrebbe pensare anche a una crescita esponenziale dei guadagni provenienti da campagne pubblicitarie legate a tali contenuti. Tuttavia quel che Varna sembra notare è una crescita che non è quella attesa e che dipenderebbe, come già sostenuto da Andrew Keen, dalla qualità di tali contenuti.
Fattore invece di crescita sarebbe la progressiva multimedialità, non solo il mix di testo, audio e video, ma anche una multimedialità intesa come diversificazione dei dispositivi, pc, laptop, smartphone, in cui la portabilità gioca, a nostro giudizio, un ruolo importante. L'aumento di immediatezza che consente il poter immortalare con un testo, un'immagine, un suono momenti della propria realtà o informazioni salienti per poi trasferirle sul web, potrebbe essere uno dei fattori chiave nel futuro della rete.
L'aumento dei consumatori/produttori di UGC apre nuovi spazi di comunicazione che deviano dall'advertising classico e i cui formati possono sempre più essere mutuati in forma di pubbliche relazioni, che ben si adattano alla gestione dei rapporti e dei contenuti che vengono spontaneamente prodotti più che imposti.

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posted by Sergio Veneziani

28 aprile 2006

Pubblicitari senza idee? Aprite un blog

In tanti non hanno resistito. Come si fa a non lasciarsi sfuggire un sorriso di fronte ad uno spot con l’ormai “mitico” Rocco Siffredi protagonista indiscusso? Se è proprio vero che la patatina tira, è altrettanto vero che l’adv non tira più. I richiami sessuali sono considerati una variabile K, da giocarsi per risolvere l’equazione ADV-K=successo. E guai a contestare, pena l’accusa e l’immediata condanna a far parte del partito dei bigotti!

Ma la realtà è altra: l’adv è in agonia e non mancano gli osservatori a sottolinearlo. Le crescenti critiche al mondo pubblicitario confermano la validità di quella che Edelman chiama la Me2Revolution. Assegnare il primato alla comunicazione orizzontale con un pubblico composto da “persone come me” cambia la prospettiva delle relazioni tra le aziende e i propri consumatori. Serve un modello di comunicazione che riesca ad aprirsi sempre più al dialogo. Per questa ragione, alcuni tra i più autorevoli bloggers come Steve Rubel e Phil Gomes hanno accolto la sfida e collaborano ora con Edelman.

L’ulteriore passo avanti è di questi giorni: è stata ufficializzata la creazione di una task force dedicata che avrà il compito di lavorare a nuovi modelli e strumenti in grado di rispondere adeguatamente alle nuove esigenze. Rick Murray coordinerà il lavoro di Rubel, Gomes e altri direttori creativi che lavorano nei diversi uffici Edelman di tutto il mondo.

La Me2Revolution parte da dove l’adv si è arenata. Forse è il tempo di rimettere nel cassetto l’ostentazione del sesso, ammiccamenti e ambiguità di vario tipo. Forse è davvero arrivato il momento di ritornare a dialogare.

posted by Marco Magli

27 febbraio 2006

Uomo chi sei? Pubblicità di genere

Pubbgay_2 Abbiamo visto prima a Firenze e poi a Milano cosa hanno proposto gli  stilisti per il "nuovo maschio". A questo appuntamento editoriale  ormai  non si sottrae più alcuna testata, un po’ per gratificare gli inserzionisti pubblicitari  (se non lo fa sono guai)   un po’ per catturarne altri. E poi perché così  si  procede,  per canoni ripetitivi. Ma il fatto è che tutti questi articoli ,  alla resa dei conti paiono - per ovvii motivi di “incontingenza” - sempre più avulsi  ed  estranei   dalla realtà.  Idem a seguire le campagne adv modaiole!    “Peccato – sottolinea  Francesco Morace – che l’universo maschile, dopo il metrosexual che, comunque ,  si è risolto soprattutto in una questione mediatica, non stia vivendo alcun fenomeno in particolare. Dato che si può facilmente verificare nella piattezza  con la quale si vestono gli uomini  che vediamo in strada. Insomma, la vera notizia è che il mondo maschile è fermo al palo"

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