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Detto Tra noi

09 febbraio 2012

Presentato da Edelman Italia il Trust Barometer 2012: cresce la fiducia nei media

E' stato presentata a Milano, il 31 gennaio scorso, l'edizione 2012 dell'Edelman Trust Barometer.

Per vedere la presentazione, cliccate Download 2012 Trust Barometer_Italy - SV def

 

Cliccando qui sotto è possibile assistere a una conversazione sul Trust fra Dennis Redmont e Alan VanderMolen.

 

 

Qui sotto il comunicato stampa:

 

Milano 31 Gennaio 2012 – L’Italia si conferma un Paese complessivamente “fiducioso”: in Europa soltanto l’Olanda, con il 61%, dimostra di aver maggior fiducia nel governo, nei media, nelle aziende e nelle Organizzazioni non governative. L’Italia era al 56% l’anno scorso e al 56% resta quest’anno, mentre la Francia scivola al 40%, la Spagna al 37%. Il Giappone crolla dal 51% al 34% per effetto del disastro nucleare. Il Regno Unito resta basso: 41%, gli Stati Uniti al 46%.

E’ il risultato del caos finanziario e politico del 2011: nella maggior parte dei 25 Paesi presi in esame, i governi raccolgono un indice di consenso al di sotto del 50%. In Francia, Spagna, Brasile, Cina, Russia e Giappone, così come in altri sei Paesi, la fiducia nei governi è scesa di oltre 10 punti percentuali. Anche in Italia la caduta di fiducia nel governo è stata notevole, ma ormai è storia passata visto che l’indagine, condotta fra il 12 ottobre e il 15 novembre, ha preso in considerazione il governo Berlusconi (punteggio disastroso: 38%) e non il nuovo governo Monti.

“Oggi le aziende sono più credibili”, ha commentato Fiorella Passoni, amministratore delegato di Edelman Italia, “e possono guidare una ripresa generale della fiducia, cercando di essere percepite come forza di progresso e fonte di ricchezza, non come enti a scopo di lucro”.

La maggior fiducia nelle imprese non corrisponde ad altrettanta fiducia nei CEO, mediamente crollati di 12 punti percentuali in Europa (il più grande scivolone in 9 anni). Invece, torna in auge la fiducia nelle “persone come me”, nei pari, nei colleghi, ora preceduti soltanto da accademici ed esperti.

Ma in Italia è particolarmente significativa la ritrovata fiducia nei media, balzati dal 40 al 59%, e nei social media, cresciuti del 19%. Oggi social-networking, micro-blogging, e siti di condivisione di contenuti sono fonti di informazione altrettanto affidabili dei media tradizionali, e certo molto di più della pubblicità.

"I media hanno fatto un lavoro eccezionale lo scorso anno per spiegare i problemi finanziari in tutta l'Europa”, ha dichiarato Alan VanderMolen, Presidente e CEO di Global Practices and  Diversified  Insights Business di Edelman. “Hanno saputo offrire una vasta gamma di servizi e opzioni”.

Accademici, esperti e tecnici aziendali sono sempre al top della fiducia in Italia e nel mondo, considerati ancor più affidabili dei rappresentati delle Organizzazioni non governative. E questo forse spiega perché il governo Monti, tecnico per eccellenza, sembra ottenere in Italia e nel mondo un buon livello di fiducia. 

In Giappone, lo si è accennato, il terremoto dello scorso marzo e il conseguente disastro nucleare hanno minato la fiducia generale: il governo ha perso 26 punti, i meda 12, le NGO’s 21. L’industria dell’energia è crollata addirittura di 46 punti, le banche di 20. Al contrario, la Cina è è oggi al primo posto nel mondo per fiducia complessiva (76%) e l’unica a far registrare un significativo aumento di fiducia anche nelle aziende, passando dal 61 al 71%. Un vero passaggio di testimone dal Giappone, oggi “sol calante”, alla Cina.

 



Il Trust Barometer di Edelman
Il Trust Barometer è un’indagine condotta in 25 Paesi da Edelman. L'indagine è stata condotta dalla società di ricerca StrategyOne e consiste in interviste online 20 minuti condotte fra il 10 ottobre e il 30 novembre 2011. Il campione è stato di 25.000 intervistati (popolazione generale) e di 5.600 (pubblico informato) suddiviso in due gruppi di età (25-34 e 35-64), in 25 Paesi. Per pubblico infornato si intende persone che rispondono ai criteri seguenti: diploma di istruzione, reddito delle famiglie elevato (compreso nel 25%); letture frequenti di notizie sui media. Per ulteriori informazioni, visitare http://www.edelman.com/trust o chiamare il 212.729.2166.

14 luglio 2011

Due nuovi strumenti Edelman per misurare l'influenza di blogger e Twitter

Edelman ha lanciato oggi BlogLevel e la versione 2.0 di TweetLevel, due strumenti grauiti che permettono di identificare chi siano i veri creatori di opinione nei diversi campi. Ovviamente, TweetLevel analizza Twitter e BlogLevel misura la blogosfera.

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I due strumenti offrono elementi pratici di indagine a aziende e brand che, attraverso questi algoritmi messi a punto da Edelman, possono stabilire metriche di comparazione fra blogger e tweeters, in tutti i Paesi e in tutte le lingue del mondo. Ottengono punteggi più alti coloro che creano contenuti e idee proprie che sono poi amplificate e riprese dagli altri, così come coloro che più scambiano commenti con i loro follower. 

Per maggiori informazioni su BlogLevel eTweetLevel, cliccare qui per FAQ, qui per una presentazione e qui per il comunicato stampa Download Edelman launches BlogLevelTweetLevel final.

Posted by Sergio Veneziani

13 aprile 2011

Il web in Italia vale 32 miliardi, il 2% del PIL.

Interessante l'articolo di Daniele Lepido pubblicato su I bastioni di Orione. Scrive "Se qualcuno non avesse ancora compreso fino in fondo la portata “economica” del web, farebbe bene a dare un occhio allo studio del Boston Consulting Group, commissionato da Google e intitolato Fattore Internet. Un'indagine che cerca di stimare l'incidenza della rete sull'economia italiana. Nel 2010 il valore della web-economy è stato di 31,6 miliardi di euro, pari al 2% del prodotto interno lordo nazionale, in crescita del 10% sul 2009. Per avere un termine di paragone, si sappia che i settori dell'agricoltura e delle utilities, sempre nel 2010, hanno raggiunto il 2,3% del Pil, mentre la ristorazione non è riuscita a superare il 2 %".

Fattore Internet Certo, bisogna capire che cos'è internet, multiforme filiera, “costellazione” di servizi e competenze, oltre che di prodotti. Intanto oltre la metà di questi 31,6 miliardi è fatta dalla componente “consumo”, pari a 17,4 miliardi, più altri 11,2 miliardi che arrivano dai privati (soprattutto dagli investimenti degli operatori di telecomunicazione nelle reti), più altri 7,1 miliardi di spesa “istituzionale” da parte di Stato ed enti pubblici. Tutte cifre alle quali bisogna sottrarre le importazioni nette di 4,1 miliardi. Dei 17,4 miliardi della voce "consumo" il 65% (oltre 11 miliardi) è dato dall'acquisto di prodotti, servizi e contenuti online. In pole position tra i servizi c'è sempre il turismo, che batte informatica, elettronica di consumo, assicurazioni e abbigliamento. Mentre tra i contenuti digitali i più ricercati non sono le news, ma il gaming e nello specifico il poker online, che nel 2010 ha registrato una raccolta di oltre 3 miliardi di euro. Il rimanente 35% della voce consumo (circa 6,4 miliardi) se ne va nell'hardware per connettersi in rete, in tablet, smartphone e ovviamente nelle bollette telefoniche. Cioè in tutto ciò che permette “fisicamente” di accedere a internet.

Le previsioni. Da qui al 2015 la crescita annua del valore economico del web potrebbe oscillare tra il 13 e il 18 per cento. E sempre tra quattro anni l'incidenza del cyberspazio sul prodotto interno lordo italiano potrebbe stimarsi tra il 3,3 e il 4,3 per cento. Conclusione: Bcg stima che nel 2015 tutto l'ecosistema economico di internet potrebbe valere in Italia 59 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto a oggi. Ecco il documento del Boston Consulting Group.

Posted by Sergio Veneziani

La stessa cosa, ma con parole diverse

Il collega David Brain, responsabile dell'area Oriente di Edelman, segnala nel suo blog (Sixtysecondview) un video su YouTube che vale veramente la pena di vedere, se ci si occupa di comunicazione, perché raffigura in modo brillante una parte importante del nostro lavoro. Si chiama The Power of Words. Eccolo.

Default Posted by Sergio Veneziani

30 marzo 2011

7 suggerimenti per ottenere un brain storming efficace

ImagesCA2P1N9P Quando si tratta di proporre nuove idee, siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno di noi – indipendentemente dalla seniority o dalla carica – vorrebbe uscirsene con l’idea migliore e la più creativa. Ma non è sempre semplice …Spesso durante le sessioni di brainstorming si è bloccati, non vengono in mente nuove idee, magari anche intelligenti, mentre un gruppetto ristretto di persone domina la sessione con il proprio contributo creativo.

McKinsey Quarterly, il periodico di McKinsey and Company, ci accompagna attraverso 7 suggerimenti per generare nuove idée: “7 Steps to betterbrainstorming

Una buona lettura.

Posted by Anna Capella

04 febbraio 2011

Ecco 11on11, i pensieri Edelman sulle ultime tendenze

Con qualche settimana di ritardo, così come tutti gli anni, torna l’appuntamento con la newsletter – "11on11"  “Download Edelman11on11” è il titolo di questo 2011 – che raccoglie alcuni pensieri di Edelman sulle tendenze e le realtà dell’anno che ci aspetta.

Edelman “11on11” ospita i contributi di 11 professionisti della comunicazione provenienti da diversi paesi del network per il 2011. Il nuovo concetto di mobilità che ci rende tutti sempre connessi, l’importanza della misurazione delle performance, la generazione dei Millennial, i nuovi “action consumer” sempre più disposti a farsi liberamente ambasciatori delle marche di cui si fidano, le previsioni sul futuro della marca nei prossimi dieci anni …. sono soltanto alcuni degli argomenti che vedrete trattati dalla nostra newsletter.

Buona lettura!

Posted by Anna Capella

29 dicembre 2010

Riconosciamolo, la vera notizia era Wikileaks

Come giustamente scrive Prima Comunicazione nell'ultimo numero, di Wikileaks si è detto già tutto. Però è l'avvenimento più importante degli ultimi anni nel mondo dell'informazione, anzi della comunicazione dato che i contenuti delle rivelazioni sono la parte meno interessante della vicenda.Julian_Assange_(Norway,_March_2010)

Il lato più interessante, come intelligentemente rileva il mensile italiano, è il rapporto fra Internet e i media tradizionali. Assange (foto a fianco), il fondatore, non prescinde dalla stampa, anzi ne pianifica sepientemtne l'uso perchè ha capito che un documento lungo e noioso da leggere, anche se contiene una notizia, non raggiungerebbe il grande pubblico. Ecco allora che lascia ai giornalisti "tradizionali" il compito di trasformare questi noiosi rapporti in gustose notizie e di sbatterli in prima pagina, come si diceva una volta.

Wikileaks_logo_svg L'operazione è riuscita alla grande e i dispacci diplomatici hanno ottenuto una visibilità mediatica da record mondiale. Il gioco sapiente delle anticipazioni e il "timing" perfetto da comunicatori consumati ha funzionato alla grande. E abbiamo tutti scoperto ancora una volta che più che il messaggio la vera notizia era il media, cioè Wikileaks, come ci ha insegnato Marshal McLuhan (foto in basso). "Perché la vera notizia è che qualcuno ha dimostrato che tutto può diventare accessibile a tutti e che questo obbligherà tutti a programmare in modo più trasparente", parola di Smile.

Posted by Sergio Veneziani

 MarshallMcLuhan

17 dicembre 2010

Il Presidente Assorel, Beppe Facchetti, invitato a far parte della Giunta di Confindustria

Assorel informa La Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha invitato il Presidente Assorel - Beppe Facchetti - a partecipare ai lavori della Giunta confindustriale, attraverso una lettera nella quale si dice certa che la sua esperienza non mancherà di portare un positivo contributo al dibattito, soprattutto nella specifica prospettiva di realizzare un unico soggetto rappresentativo nel settore della Comunicazione.

Beppe Facchetti

Il riferimento è al progetto, che prenderà corpo nel 2011, di federare tutte le Associazioni aderenti di Confindustria che rappresentano le imprese che si occupano di comunicazione: Assorel, AssoComunicazione e Unicom. Confindustria, registrando la crescente importanza della comunicazione al servizio dello sviluppo della moderna impresa produttiva, aveva chiesto a 'Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici' di indicare un suo rappresentante per la Giunta confederale e i rappresentanti delle Associazioni sopra menzionate, nonché quella delle aziende di Ricerca di Mercato e del Marketing, hanno indicato il Presidente Assorel come loro rappresentante complessivo.

E' una notizia importante e siamo perfettamente d'accordo con il presidente Facchetti quando osserva: "è significativo che la Comunicazione accentui il suo ruolo nella rappresentanza d'impresa proprio nel momento in cui cresce il ruolo della consulenza, dei servizi e in particolare della Comunicazione, in presenza della grave crisi economica ancora in atto. Il progetto Confindustria Comunicazione, che cominceremo a discutere a Roma in gennaio, si muove in questa ottica".

Posted by Sergio Veneziani

 

19 novembre 2010

Sorpresa: sono più attenti al sociale i consumatori dei mercati emergenti

Edelman ha presentato a Milano, a un gruppo di bloggers, il quarto studio annuale Goodpurpose "Download GoodPurpose2010 ITA" e il primo Millennials "Download 8095_Launch Review FINAL".

Goodpurpose rivela come i consumatori in Brasile, Cina, India e Messico siano più propensi ad acquistare e promuovere marchi che sostengono le buone cause, superando  nettamente i consumatori in Occidente, Millennials analizza lo stile di vita e i comportamenti d'acquisto dell'ultimissima generazione, quella che nei Paesi emergenti sta crescendo enormemente per numero e importanza.

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 In India e in Cina, l’impegno a sostenere progetti di impegno sociale è salito progressivamente dal 2009, la percentuale di adulti che sono coinvolti personalmente nel sostenere una buona causa e' passata in India dal 34% all' 81% e in Cina dal 23% punti all' 89%. 8 consumatori su 10 in Brasile e Messico comprerebbero prodotti di aziende che supportano buone cause, poco più della metà (54%) di quello che succede nelle principali economie dell'Europa occidentale.
"Brasile, Cina, India e Messico hanno raggiunto un punto critico in termini di sviluppo economico e i loro consumatori non hanno più bisogno di fare compromessi", ha dichiarato Carol Cone, Amministratore delegato, Brand e Corporate Citizenship, Edelman. "Nei mercati emergenti, l'aumento è avvenuto così in fretta perché le battaglie per le questioni sociali, come per le risorse naturali e per i diritti umani, hanno assunto la massima importanza nelle scelte dei consumatori. Capiscono lo scopo e vogliono che sia al centro delle loro vite e delle loro interazioni quotidiane con i marchi ", dichiara Cone.

 Mentre i consumatori nei mercati emergenti emergono nel coinvolgimento di attivita' sociali, gli altri cittadini del mondo mantengono un alto livello d'interesse e impegno nelle cause sociali. Per il quarto anno consecutivo, in tutti i paesi europei e del nord america e' emerso che, quando qualita' e prezzo sono gli stessi, lo scopo di un marchio e' piu' importante rispetto a design/innovazione o alla fedelta' nei confronti della marca, diventando cosi la principale motivazione d'acquisto. Nonostante la crisi , i due terzi (66%) dei consumatori globali preferiscono comprare e consigliare prodotti e servizi di aziende che sostengono una giusta causa. 

"Oggi la relazione di un marchio con una buona causa è un concetto assolutamente centrale nel mondo del marketing. E’ l’ultima possibilità per conivolgere e attrarre i consumatori, due aspetti fondamentali per il marketing” dichiara John Quelch, Senior Associate Dean e Lincoln Filene, Professore di Economia aziendale presso la Harvard Business School e coautore di Greater Good: How Good Marketing Makes for Better Democracy (Harvard Business Press, 2008). Il consumatore oggi non vuole solo un prodotto, ma soluzioni – non funzioni, ma benifici. Lo scopo deve essere questo”.

 "La relazione con una buona causa oggi è, per un brand, la quinta P del marketing. Si inserisce all’interno del concetto storico di marketing mix, che comprende prodotto, prezzo, luogo e promozione” dichiara Mitch Markson, Responsabile Creativo di Edelman e Fondatore di Edelman GoodPurpose. La finalità permette al marchio di creare un rapporto ancora più profondo con il consumato e permette di seguirlo costantemente nel processo di sviluppo e di relazione con il progetto individuato”, conclude Markson. 

 Con l'aumento del coinvolgimento dei consumatori, l’aspettativa nei confronti dei marchi e delle aziende rimane molto alta. L’86% dei consumatori mondiali ritiene che le aziende debbano dare lo stesso peso sia ai prorpi interessi che a quelli della società civile. Due terzi degli intervistati si aspetta che i marchi mondiali supportino una giusta causa.

I consumatori si aspettano grande impegno da parte delle imprese nei progetti per giuste cause, e sono pronti a non investire in chi non lo fa.  Più di un terzo dei consumatori a livello globale boicoterebbei società che non si impegano attivamente nel supportare buone cause:  attraverso la critica (37%), non comprando il prodotto (37%), condividendo esperienze e informazioni negative sul brand (38%). Quasi la metà (46%) non sarebbe disposta a investire nella società che non si impegna in buone cause. “Si consideri che il 40% di persone tra i 18 e 24 anni nel mondo potrebbe contribuire a promuovere attività socialmente responsabili attraverso Facebook e Twitter” dichiara Markson “Questo è un campanello d’allarme per le aziende, soprattutto se prendiamo in considerazione l’importanza e il ruolo centrale che occupano i social media oggi

Per scaricare EdelmaNews con la ricerca, cliccare Download EdelmaNews-4-10c

 

Ulteriori  informazioni:

 Il 69%  dei consumatori a livello globale crede che le aziende abbiano un grande potere per supportare buone cause - come l’80% negli Stati Uniti e 82% in Messico.

 Quasi due terzi degli intervistati a livello mondiale (64%) ritiene che non è più sufficiente donare soldi, ma che sia necessario integrare le buone cause nell’attività quotidiana.

• A livello globale, le aziende di alimentari e bevande si trovano al primo posto nell’elenco delle società che si interessano alle buone cause, hanno un forte legame con i media e gli operatori sanitari.

• L’attenzione all’ambiente si colloca al primo posto come questione a cui i consumatori sono molto legati, seguita dal miglioramento dell'assistenza sanitaria.

• A livello globale, il 71% dei consumatori ritiene che i progetti che proteggono e sostengono l'ambiente possono aiutare a far crescere l’economia - con numeri ancora maggiori per la Cina, Messico, India, Brasile e Stati Uniti (87%, 81%, 81%, 79% e 75%, rispettivamente).

 

Posted by Sergio Veneziani

 

 

  

About the Edelman goodpurpose Study

The 2010 GoodPurpose study is the firm’s 4th annual global consumer study that explores consumer attitudes around social purpose, including their commitment to specific social issues and their expectations of brands and corporations. The survey was conducted by the StrategyOne and consisted of 20-minute interviews in 13 countries among 7,259 adults. Online interviews were conducted in Brazil, Canada, France, Germany, Italy, Japan, Mexico, the Netherlands, UAE, the United Kingdom, and the United States. Face-to-face interviews were conducted in China and India. The study is representative of the country population, except in UAE. UAE is representative of the online population. For more information, visit www.goodpurposecommunity.com.

16 novembre 2010

Oltre la pubblicità, il nuovo vocabolario del marketing

Come i cambiamenti nel panorama “editoriale e mediatico”, la democratizzazione dei mezzi, la nuova sensibilità dei consumatori e la tensione verso la co-creazione forzeranno le aziende a ripensare e modificare i loro investimenti in marketing.

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Vi invito a leggere questo interessante articolo “Beyond Paid Media: Marketing’s new vocabulary” pubblicato dal McKinsey Quarterly (www.mckinseyquarterly.com).

Posted by Anna Capella

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