Riconosciamolo, la vera notizia era Wikileaks
Come giustamente scrive Prima Comunicazione nell'ultimo numero, di Wikileaks si è detto già tutto. Però è l'avvenimento più importante degli ultimi anni nel mondo dell'informazione, anzi della comunicazione dato che i contenuti delle rivelazioni sono la parte meno interessante della vicenda.
Il lato più interessante, come intelligentemente rileva il mensile italiano, è il rapporto fra Internet e i media tradizionali. Assange (foto a fianco), il fondatore, non prescinde dalla stampa, anzi ne pianifica sepientemtne l'uso perchè ha capito che un documento lungo e noioso da leggere, anche se contiene una notizia, non raggiungerebbe il grande pubblico. Ecco allora che lascia ai giornalisti "tradizionali" il compito di trasformare questi noiosi rapporti in gustose notizie e di sbatterli in prima pagina, come si diceva una volta.
L'operazione è riuscita alla grande e i dispacci diplomatici hanno ottenuto una visibilità mediatica da record mondiale. Il gioco sapiente delle anticipazioni e il "timing" perfetto da comunicatori consumati ha funzionato alla grande. E abbiamo tutti scoperto ancora una volta che più che il messaggio la vera notizia era il media, cioè Wikileaks, come ci ha insegnato Marshal McLuhan (foto in basso). "Perché la vera notizia è che qualcuno ha dimostrato che tutto può diventare accessibile a tutti e che questo obbligherà tutti a programmare in modo più trasparente", parola di Smile.
Posted by Sergio Veneziani
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