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Detto Tra noi

30 novembre 2009

Mangiar bene è vivere meglio

Si è concluso qualche giorno fa a Roma il convegno “Mangiare Bene per Vivere Meglio”,  l’appuntamento annuale aperto al pubblico promosso da Guglielmo Pepe, editorialista di Salute/La Repubblica e dedicato all’alimentazione e alla salute (www.alimentazione.somedia.it).

L’alimentazione e la lotta all’obesità sono tematiche chiave ormai da qualche tempo, ma più che mai attuali. Dati allarmanti riportano infatti che ormai la metà della popolazione italiana è sovrappeso o obesa ed è opinione condivisa, e sostenuta dal mondo scientifico e istituzionale, l’importanza di adottare uno stile di vita sano e corretto fin dalla prima infanzia per evitare di andare incontro ai rischi derivanti da un’alimentazione non equilibrata.

L’indagine Format-Salute/La Repubblica (www.formatresearch.com) presentata nel corso di questa edizione si è focalizzata sulla spesa alimentare e la salute degli italiani.

Un italiano su cinque (22.8%) ha problemi economici con la spesa alimentare, una percentuale ben superiore rispetto alla medesima tendenza rilevata lo scorso anno dalla stessa indagine, a testimonianza dell’impatto della crisi sulla capacità degli italiani di far fronte alla quotidianità.

Davanti allo scaffale, sette italiani su dieci prendono in considerazione il prezzo, tendendo a sacrificare le proprie preferenze abituali in nome del portafoglio.

Una tendenza che sembra incidere più sui giovanissimi, sui giovani e le famiglie, spesso in condizioni di lavorio precario.

La spesa media settimanale si aggira intorno agli 80 euro, anche se gli uomini spendono più delle donne.

Il 38.7% acquista in punti vendita meno costosi come i discount e il 27.3% riduce quantitativamente i prodotti comprati abitualmente.

Risultano essere diversi anche i consumi: si acquistano più cibi di base – pasta e riso a discapito di alimenti più costosi.

Molti gli argomenti trattati dagli altri relatori, rappresentanti della comunità scientifica e di alcune aziende alimentari e della distribuzione. Le diverse relazioni saranno disponibli sul sito www.alimentazione.somedia.it 

Posted by Anna Capella

17 novembre 2008

PIU' POVERA LA TAVOLA DEGLI ITALIANI: ALCOL UN NUOVO ALLARME

Si è appena conclusa la due giorni romana dedicata all’alimentazione e alla salute; l’appuntamento – aperto al pubblico – con il convegno “Mangiare Bene per Vivere Meglio”, promosso da Guglielmo Pepe direttore di Repubblica Salute e giunto ormai al quarto anno.

L’alimentazione e la lotta all’obesità sono tematiche centrali ormai da qualche tempo, ma più che mai attuali. E’ infatti opinione condivisa e sostenuta dal mondo scientifico l’importanza di adottare uno stile di vita sano e corretto fin dalla prima infanzia per evitare di andare incontro ai rischi derivanti da un’alimentazione non equilibrata.

Quest’anno a questi argomenti se ne aggiunge un terzo, altrettanto scottante, quello della tavola degli italiani in tempo di crisi.

Come cambia il menu degli italiani in tempo di crisi, quali sono i corretti comportamenti alimentari, l’importanza del consumo consapevole, il cibo come prevenzione delle malattie: sono questi i temi dibattuti nel corso dell’appuntamento da importanti opinion leader del mondo politico, della comunità scientifica e rappresentanti aziendali.

Parecchi gli argomenti di discussione presentati dagli autorevoli relatori.

A partire dall’indagine realizzata da Format Ricerche di Mercato focalizzata sui comportamenti alimentari degli italiani a tavola in tempo di crisi, dalla quale risulta che quasi il 60% degli italiani negli ultimi mesi ha modificato le proprie abitudini alimentari, prevalentemente per ragioni di prezzo (43.5%) e cresce di circa il 4% rispetto all’anno precedente la percentuale di coloro che dichiarano di avere avuto problemi nel mangiare riconducibili a ragioni di carattere economico.

La crisi dei consumi sembra interessare principalmente gli alimenti arricchiti (-26.7%), i cibi pronti (-23.4%), i pasti sostitutivi (-22.3%), integratori di vitamine e minerali (-21.2%). Ma si registrano cali – e questo è il dato più allarmante – anche nel consumo di pesce (-26.7%), carne (-21.2%) e pane (-20.2%).

Fra i fattori di scelta degli alimenti, oltre il prezzo, gli italiani prestano particolare attenzione alla sicurezza, ovvero la preoccupazione di evitare cibi transgenici (77.4%) o contaminati (82%). Mentre in fase di acquisto, vengono considerati qualità e genuinità (90.8%), gusto e sapore (86.5%), apparenza e freschezza (84.4%) e provenienza del prodotto o paese d’origine (77.7%).

Fra gli argomenti trattati dagli altri autorevoli relatori e rappresentanti del mondo politico, delle istituzioni, della comunità scientifica e di alcune aziende alimentari, spicca un nuovo “attore”.

Infatti, oltre ad un’alimentazione equilibrata all’insegna della varietà e ad uno stile di vita attivo, l’alcol è emerso come uno dei fenomeni da tenere in maggiore considerazione – specie fra i ragazzi e i giovani.

Primo killer negli Stati Uniti, il suo consumo sta diventando sempre più problematico anche in Italia, dove l’età di avvio al consumo alcolico è la più bassa di tutta l’Europa: 12 anni circa! (Osservatorio Nazionale Alcol – OssFAD – ISS ).

 

Posted by Anna CapellaAlcool_e_giovani_un_binomio_in_crescita_pic_large

21 ottobre 2008

The Food Change - L'industria alimentare tra normativa, gusto e salute

Si è svolto oggi a Milano l’incontro dibattito dal titolo “The Food Change”  promosso da Edelman nell’ambito di un programma che la nostra azienda promuove nei diversi settori in cui opera.

Obiettivo del workshop di oggi quello di paragonare gli scenari americano ed europeo dell’industria alimentare, prendendo in esame rischi e opportunità connessi con le normative sui claim nutrizionali, le campagne contro il “marketing to kid” promosse da alcune associazioni dei consumatori, ma anche la necessità da parte del mondo istituzionale di cooperare con le industrie per affrontare insieme la sfida posta dai mutati stili di vita della popolazione.

 

Ne abbiamo discusso con la professoressa Sylvia Rowe della Tufts University  , autorevole esperta in materia di nutrizione e salute e consulente di Edelman a livello globale, Janet Cabot, director Food and Nutrition Practice Edelman USA , l’avvocato Giuseppe Allocca, specialista in norme alimentari, il professor Michele Carruba, direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università di Milano.

 

E’ opinione condivisa che il problema obesità sia diventato “la lente di ingrandimento” attraverso la quale passano tutte le issue legate all’alimentazione e al cibo.

 

In Italia, l’obesità nella popolazione adulta registra tassi di crescita del 10% circa ogni 5 anni, mentre nei bambini la crescita è decisamente più rapida, raggiungendo una media del 25% in 5 anni.

Una situazione drammatica, che lascia intravedere un aumento dell’obesità negli adulti del 45% e del 200% quella infantile entro il 2025.

 

Le cause delle patologie legate al cibo, come l’obesità, il diabete, le patologie cardiovascolari e alcuni tumori, sono da ricercare nello sbilanciamento fra l’introito e il consumo calorico, la mancanza di attività fisica e di movimento e uno stile di vita poco sano.

 

I cibi ad alta densità energetica, i grassi trans, il sale, gli zuccheri, la dipendenza, il marketing to kid, i profili nutrizionali, gli health claim … sono gli argomenti “caldi” maggiormente dibattuti a più livelli (istituzioni, comunità scientifica, industria, media, consumatori, …) nei diversi paesi.

 

Le leve per combattere la crescente problematica sembrano risiedere in una maggiore informazione ed educazione a più livelli (dalla scuola, ai programmi di prevenzione, …) e in un’azione combinata, che preveda il coinvolgimento e la collaborazione di tutte le parti coinvolte – mondo scientifico, istituzioni politiche, industria – per promuovere modifiche degli stili di vita, il ritorno a un’alimentazione più corretta e bilanciata, e l’aumento dell’attività fisica.

 

L’unica alternativa: una legislazione più restrittiva che preveda, oltre ad una normativa sull’etichettatura dei prodotti alimentari e a restrizioni nelle attività di marketing, anche alcune forme di tassazione differenziate per Paesi e categorie di prodotti.

posted by Anna Capella

 

08 ottobre 2008

Bambini Italiani e sovrappeso

Nelle ultime settimane é ritornato pesantemente a farsi sentire il battage sull’obesità infantile con particolare focus su mal educazione e consumo eccessivo di merendine, biscotti, alimenti ricchi di grassi, molto pubblicizzati. 25275_obesi

Oltre all’evidente emergenza del problema obesità e alla riduzione dell’attività fisica sul quale si dibatte giustamente da diverso tempo, il marketing to kids torna prepotentemente alla ribalta.

E’ vero allarme obesità in tutti i paesi d’Europa, ma in Italia la situazione è drammatica: sono oltre 4.700.000 gli adulti obesi in Italia (+9% rispetto a cinque anni fa), per non parlare dei nostri bambini. Dallo studio “OKKIO ALLA SALUTE” condotto dal Ministero della Salute (http://www.ministerosalute.it/dettaglio) in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (http://www.iss.it) e reso noto in questi giorni, risulta che sono oltre un milione i bambini tra i 6 e gli 11 anni con problemi legati al peso eccessivo, circa un bambino su tre. La Campania, ultima classificata tra le 18 regioni italiane partecipanti allo studio con bambini sovrappeso (21%).

Fra le cause di questo fenomeno figurano sicuramente le cattive abitudini alimentari e la scarsa attività fisica, ma fattore ancor più preoccupante, i genitori con bambini sovrappeso convinti che i loro figli siano normali.


posted by Anna Capella

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