Go
Detto Tra noi

19 novembre 2009

Internet? La prima arma di "costruzione" di massa

Internet come volano per la pace nel mondo? Forse. Di certo, Wired ci crede: la bibbia del web 2.0 lancerà ufficialmente venerdì la candidatura di Internet al premio Nobel per la Pace 2010.

 

Al di là del suo valore provocatorio la proposta è, senza dubbio, interessante, se non altro perché invita a considerare internet non più come semplice strumento, ma come elemento in grado di cambiare il corso delle cose. Non sono pochi gli esempi che hanno provato il valore della rete in fenomeni di resistenza alla dittatura, dalle proteste in Iran alla rivoluzione Aran­cione nel 2004 in Ucrai­na, solo per citarne alcuni: se la rete non è stata in grado di cambiare radicalmente il corso degli eventi si è rivelata, in questi casi, uno strumento senza paragoni nel dar voce a chi è costantemente escluso dai media mainstream.

 

“Se il Web vincesse il Nobel – scrive il professor Umberto Veronesi nel suo appello al linguaggio universale, della scienza e di internet che verrà pubblicato sul prossimo numero di Wired, ed è stato anticipato da La Stampa – dimostreremmo agli osservatori futuri due cose: che avevamo capito la portata della rivoluzione globale rappresentata dalla Rete; che eravamo determinati a volgerla al miglior utilizzo nell'interesse dell'umanità intera.”

 

Internet è - e rimane - uno strumento, non ha forse l'umanità necessaria per promuovere la pace nel mondo. Ma "il medium è il messaggio", avrebbe detto Marshall McLuhan: se il messaggio proposto da questa arma di COSTRUZIONE di massa potrà portare ad un cambiamento radicale noi non potremo che esserne felici.

 

I4P Wired


Posted by Sergio Veneziani 

 

15 luglio 2009

A proposito di digital divide

Via Pandemia, fonte Eurostat
Europa-Internetnutzung-2008-large 

L'immagine racconta bene quanta distanza ci sia tra la diffusione della rete in Italia e il resto d'Europa: non solo UK, Francia, Germania e tutto il Nord Europa ci superano, ma anche Ungheria, Slovacchia e Slovenia. Se l'accesso a internet è sinonimo di sviluppo e competitività dovremmo preoccuparci.
Quando parliamo di banda larga, poi, le percentuali sono ancora più preoccupanti: la diffusione in Italia si attesta al 19%, e si limita alle aree metropolitane.

Corrado Calabrò, l'Autorità Garante per le comunicazioni, negli scorsi giorni ha chiesto investimenti privati in assenza di quelli pubblici, per garantire la diffusione della banda larga sul territorio nazionale. Che sia una soluzione?

Posted by Sergio Veneziani

19 febbraio 2009

Se il futuro è mobile

Tutte le statistiche mondiali sulla diffusione della telefonia mobile sono poca cosa in confronto con quanto avviene da anni in Italia, la regina delle classifiche sui numeri di schede telefoniche e cellulari sparsi per lo stivale. Sappiamo bene, quindi, quanto sia importante il mondo della telefonia mobile. Il ricco universo dei cellulari si è dato appuntamento, in questi giorni, al Mobile World Congress di Barcellona: vetrina imperdibile per gli appassionati di cellulari che ben racconta l’interesse e il valore di questo mercato, anche in tempi di stallo economico.Untitled

 

Crisi o non crisi, il futuro è mobile. Il MWC diventa l’occasione non solo per ammirare le novità delle aziende – da Google a Palm, da Garmin a Nokia, da HTC a Sony Ericsson – ma anche per fare il punto nel settore. Convergenza, questa sembra essere la parola chiave: il cellulare evolve, diventa smartphone, telefono intelligente che offre servizi e contenuti multimediali. Download sempre più veloci, partnership con altre aziende per ottimizzare i costi e offrire prodotti migliori, novità di prodotto: questi i punti all’ordine del giorno nel settore. Ora l'industria punta sul matrimonio con il computer, mentre emerge la tendenza a cavalcare l’onda della crisi proponendo telefonini low cost. Il touchscreen, visto il successo dell’iPhone, è l’altro elemento che tutte le aziende propongono, mentre la filosofia green viene declinata in più dimensioni: si va dal telefono ecosostenibile a quello che si ricarica ad energia solare.

Insomma, si affronta la crisi con ottimismo, guardando soprattutto al futuro: le connessioni mobili nel mondo sono oggi a quota 4 miliardi e saliranno a 6 miliardi entro il 2013. Numeri che fanno ben sperare e che portano a interrogarci sull’evoluzione del rapporto degli utenti con il mobile. Se cresce la possibilità di interazione, come evolveranno i contenuti fruibili via mobile? Che valore assumeranno i social network, i sistemi di messaggistica istantanea e le infinite risorse della rete? In un mondo sempre più interconnesso sembra chiaro che internet troverà altri spazi di diffusione, e che il monopolio del pc sarà da ridiscutere.

 

Posted by

Vanessa Carmicino

Feed & Tools